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28 Dicembre 2021

Bibbia e stregoneria: l’uso di testi sacri per scopi magici

bibbia e stregoneria

Le sacre scritture come sostituzione dei vecchi incantesimi proibiti: il legame tra bibbia e stregoneria nelle pratiche magiche medievali

Con la nascita del Cristianesimo la metamorfosi spirituale che investì il mondo antico non si limitò a soppiantare il sistema mitologico greco-romano, anzi, per molti aspetti ne inglobò pratiche e simboli. Bibbia e stregoneria divennero parte di un sistema culturale che prevedeva l’esistenza della magia, dando origine a un forma mentis che faticava a distinguere concetti oggigiorno ben separati: ovvero quelli di fede e superstizione.

Qui sul blog ne abbiamo parlato molte volte. Vi ricordate dei preti negromanti di Cesario di Heisterbach1, che fra Storie di patti col diavolo e cerchi tracciati nel terreno son divenuti protagonisti di mirabolanti avventure demoniache? Oppure di papa Silvestro II, passato alla storia come il papa Diavolo per via del suo coinvolgimento nelle arti oscure? Bibbia e stregoneria sono due facce della stessa medaglia, che nella storia antica e Medievale hanno dato origine a miti e credenze ancora oggi utilizzati nei riti apotropaici; come nel caso delle reliquie, oggetti di natura divina miracolosa (remedium) che però assolvono la stessa funzione dei feticci: infatti, se ci pensate bene, l’unica differenza fra il pollice di Santa Caterina che cura le malattie e gli amuleti pagani risiede nel nome.

Anche io, nel romanzo di prossima pubblicazione, ho affrontato il tema del legame tra bibbia e stregoneria, riportando quell’atteggiamento tipico del clero locale che emerge dalle fonti medievali e che risulta anacronistico secondo il nostro modo di pensare moderno. Non era poi così strano che il prete di campagna s’adoperasse per guarire quello o quell’altro malaccio attraverso l’utilizzo di amuleti e altre superstizioni2, assieme alla lettura di un testo sacro, scelto appositamente per l’occasione. Perché la parola di Dio era ritenuta veicolo di poteri speciali fin dai primordi della religione Cristiana, da recitarsi solennemente al pari delle cosiddette formule magiche.

“Origene credeva che una forza speciale risiedesse in certe parole divine e pensava in particolare al prologo del primo libro di Mosè , al Vangelo di Giovanni e alle sette parole di Cristo sulla croce. Il nome di Cristo, soprattutto, possedeva una qualità “magica” e poteva scacciare i demoni.”

Christa Tuczay, Esoterismo e magia nel Medioevo

Nel IV secolo Atanasio di Alessandria, in una lunghissima lettera ai monaci d’Occidente, racconta dell’utilizzo di salmi e preghiere impiegati da Santo Antonio Abate per scacciare i demoni che lo assediavano durante la sua ascesi3. Il santo si era ritirato nel deserto della Tebaide, la regione meridionale d’Egitto la cui capitale era Tebe, ed era vessato giorno e notte da turbe di demoni che lo tentavano in ogni maniera. Tuttavia non riuscirono mai a vincere la sua fede, poiché il santo era armato della parola di Dio.

I conoscenti che andavano a fargli visita, siccome egli non li lasciava entrare, spesso rimanevano fuori per notti e giorni interi. Udivano dentro come di folla che tumultuava e strepitava e poi grida lamentose che dicevano: «Allontanati dai nostri luoghi. Che cosa ci fai nel deserto? Non riuscirai a sopportare le nostre insidie». Dapprima quelli che stavano fuori credevano che dentro ci fossero degli uomini che litigavano con lui e che si erano introdotti con delle scale. Ma poi attraverso un foro quando videro che non c’era nessuno, capirono che erano i demoni e atterriti si misero a chiamare Antonio. E questi, non curandosi dei demoni, si avvicinò alla porta ed esortò quelle persone ad andare via e a non temere. Diceva che i demoni foggiano immagini simili contro coloro che hanno paura. «Voi, diceva, fatevi il segno di croce, andate via con fiducia e lasciate che i demoni si burlino di se stessi». E quelli, dopo essersi segnati con la croce, si allontanarono.

Vita Antonii, Atanasio di Alessandria 13

Mostrare con convinzione la propria fede e farsi il segno di croce: questo il modus operandi per scacciare un demone. Ma quali sono le parole più efficaci? Le sacre scritture sono composte da svariati libri, mica si può recitare un salmo a caso. Santo Antonio Abate usava alcuni passaggi da invocare nel momento del bisogno; formule di rito che ricordano un legame simbolico tra bibbia e stregoneria, come nel caso del salmo 67.

«Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano. Come si disperde il fumo, tu li disperdi; come fonde la cera di fronte al fuoco, periscano gli empi davanti a Dio»

Salmo 67

Al pronunciarsi delle formule riprese dai salmi in un rito che impiega conoscenze a metà fra Bibbia e stregoneria, i demoni fuggivano e, addirittura, morivano. In un episodio della vita ascetica ventennale del santo egiziano, egli venne assalito da “una bestia simile a un uomo fino alle cosce e un asino nelle gambe e nei piedi4. Si trattava di un demone oggi corrispondente al classico archetipo del diavolo mezzo uomo e mezzo animale, presente in numerosissime opere letterarie, la cui sola vista avrebbe terrorizzato chiunque. Il santo eremita, però, era pronto ad accoglierlo, forte delle sue difese magico-religiose.

“Antonio si fece il segno di croce e disse: «Sono servo di Cristo; se sei stata mandata contro di me, eccomi pronto». La bestia con i suoi demoni fuggì così velocemente che cadde e morì.”

Vita Antonii, Atanasio di Alessandria 53

I testi sacri però non servivano solo a scacciare i demoni. Un altro effetto magico dovuto al legame “Bibbia e stregoneria” era quello della guarigione: pronunciando la giusta parola di Dio era possibile estirpare il male che affliggeva uomini e bestie. Un esempio di tutto questo lo ritroviamo negli incantesimi medievali di area germanica, fra i quali spiccano molte formule per la cura dei vermi intestinali. Quelli che seguono sono racchiusi nell’ottima pubblicazione “Incantesimi e benedizioni nella letteratura tedesca medievale IX XIII secolo”, di Eleonora Cianci.

Giobbe giaceva nel letame, egli invocò Cristo, egli disse: “Tu Cristo misericordioso che sei nel cielo, tu guarisci quest’uomo dal verme” [di’ il nome]. Per la preghiera di Giobbe che egli ti fece, quando egli giaceva nel letame, quando egli gridava nel letame al Cristo santo. Il verme è morto, morto è il verme.

Incantesimo di PRÜL contro i vermi, XII sec.

Il riferimento alle Scritture in questo caso è simbolico, poiché la preghiera di Giobbe che non viene citata letteralmente fa parte di un cospicuo gruppo di incantesimi ispirati al Libro di Giobbe, e al racconto delle dure prove cui venne sottoposto il “giusto”. Giobbe era infatti un buon uomo che nel racconto dell’Antico Testamento fu privato degli affetti e della salute in una serie di sofferenze e tormenti che in epoca medievale gli valsero l’elezione a patrono dei malati di lebbra, scabbia, scorbuto e sifilide. In questa invocazione è evidente l’intreccio mistico fra bibbia e stregoneria alla base del modo di pensare medievale, così come accade in un altro affascinante incantesimo usato per la cura dei vermi intestinali dei cavalli:

“Dopo il tramonto del sole vai dove sta l’erba Verbena e mettici sopra una pietra e di’ tre volte: Verbena, libera quella bestia – se bianca, se rossa o quale sia il colore – dal verme e dalla pena e io ti libero da questa pena altrettanto grande. Poi vai prima del sorgere del sole e di’ di nuovo tre volte quello di sopra e togli la pietra. Allo stesso modo cava l’erba che si dice sigillata e nel frattempo che scavi di’: Cristo nacque in una mangiatoia– qui si nomini il cavallo bianco o di qualunque colore sia e si nomini il suo proprietario – .
Si canti tutto un Padre nostro per dieci volte alternativamente si ripeta quello tedesco e continui tutto il Padre nostro. Quando si è finito di cantare l’ultimo e si dice “sed libera nos” prendi la terra con entrambe le mani e non farla cadere per terra ma sospendila sulla fronte del cavallo che ha il verme finché esso non muore. Quel cavallo non beva all’acqua corrente né vi si faccia il bagno né alcuno vi si sieda sul dorso ma, libero da ogni dovere, possa esso pascolare fino a quando muoiono tutti i vermi. Chi ha aiutato un cane con questo medicamento, dopo non potrà più aiutare nessun altro animale.

Ad uermem qui in caballo est, XIII secolo

In questo incantesimo il mago trasferisce il male dal cavallo a una pianta in un rito che lo vede protagonista di gesti e invocazioni formulate. Ma vi è anche un avvertimento: il rito non deve essere usato in maniera impropria, ad esempio su un altro animale, poiché perderebbe la sua efficacia per sempre.

Un altro gruppo di incantesimi che testimonia l’unione fra Bibbia e stregoneria nelle credenze medievali riguarda l’arresto di emorragie, come ad esempio la perdita di sangue dovuta a una ferita. Gli episodi biblici citati riguardano l’interruzione di un “flusso d’acqua”, spesso riconducibili al libro di Giosuè, quando gli Israeliti che trasportavano l’arca dell’alleanza si ritrovarono dinnanzi al Giordano in piena; nell’istante in cui vi misero piede il fiume si fermò permettendo l’attraversamento all’asciutto, proprio come avvenne nell’episodio di Mosè durante la fuga d’Egitto.

Io voglio così scongiurare il sangue. Io ti scongiuro sangue, io ti bandisco sangue, fermati sangue, si fermi il sangue, sangue resta dentro per l’amore di Dio. Stai calmo nel debole corpo, fermati subito così come fece il Giordano quando il santo Cristo vi è stato battezzato. Comunque tu sia stato battezzato e comunque tu ti chiami, questo per te per guarire. Cristo fu annunciato a Nazaret e partorito a Betlemme e martirizzato a Gerusalemme, per questo io ti ordino sangue di fermarti e di non muoverti, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Incantesimi di Millstatt per fermare il sangue, Uppsala, XIII secolo

Un altro tema sacro ripreso dagli incantesimi per fermare il flusso ematico è quello di Longino, il mitico soldato che secondo le scritture trafisse Cristo al costato con la sua lancia. La lancia di Longino è stata la protagonista di numerose “cacce al tesoro” alcune avvenute in tempi recenti, come le spedizioni attribuite al Terzo Reich e alla società di ricerca segreta di Hitler, l’Ahnenerbe.

“Soldato Longino, dalla lunga lancia, il soldato di Cristo, la croce della croce. Ti scongiuro sangue per il Padre il Figlio e lo Spirito Santo che tu non scorra più come l’acqua del Giordano quando Cristo vi fu battezzato dallo Spirito Santo. Padre nostro tre volte con un Gloria.”

Incantesimo di Zurigo per fermare il sangue, X secolo

Dopo i vermi e le ferite sanguinanti un motivo comune in epoca medievale era quello del viaggio. Al pari degli altri aspetti della vita quotidiana il viaggio prevedeva svariati riti e superstizioni nati dal legame fra Bibbia e stregoneria, come ad esempio il divieto di partire di venerdì, giorno sacro che richiamava la morte e, quindi, la sventura. Gli incantesimi di viaggio presentano caratteristiche quasi letterarie, con richiami agli episodi biblici tramite metafore che rievocano significati di difesa e protezione militare. Viene spesso citato l’arcangelo Gabriele che accompagna il figlio del vecchio Tobia nel suo pericoloso itinerario, guidandolo e proteggendolo con la spada. Gli angeli in genere sono un motivo di protezione ricorrente.

Io ti seguo con lo sguardo, io ho spedito al tuo seguito cinquantacinque angeli con le mie cinque dita. Possa Dio mandarti a casa in [buona] salute. Sia aperta per te la porta della vittoria, e ugualmente lo sia quella della beatitutine. Sia per te chiusa la porta del pericolo, e ugualmente lo sia per te la porta delle armi. La benedizione del buon sant’ Ulrico agisca davanti a te e dietro di te e sopra di te e vicino a te, dovunque tu dimori e dovunque tu sia, che possa esserci una buona sicurezza, così come è stato una volta quando la mia madonna santa Maria partorì il santo Cristo.”

Benedizione di Weingarten per il viaggio, XII secolo

L’utilizzo di salmi per scopi magici non riguarda però esclusivamente la protezione dal maleficio. In alcuni casi i testi sacri stessi potevano essere usati per danneggiare il prossimo, e addirittura ucciderlo. Un paradosso che riflette ancora una volta l’incontro antitetico tra Bibbia e stregoneria, e che finisce per sconfinare nella negromanzia, ovvero la magia nera medievale.

Un salmo della bibbia destinato a questo scopo è il 109, o preghiera della morte5.

“Tanto più dannato è il sacrilegio che i monaci, e specialmente i francescani, profanano questo Salmo. Perché non è affatto un segreto che qualcuno che ha un nemico mortale che vuole rovinare assuma uno di questi furfanti per recitare il salmo ogni giorno. In Francia, lo so, una distinta signora aveva assoldato dei francescani che maledicevano in questo modo il suo unico figlio”

Calvin, Opera XXII. Corpus Reformatorum LX, 149

Il salmo 109 è stato ritenuto oggetto di una predica di Lutero, che nei Quattro Salmi Consolatori alla regina Maria in Ungheria scritti nel 1526 avrebbe dovuto testimoniare di come la preghiera della morte venisse recitata da alcuni monaci che intendevano nuocere ai loro nemici, ma si tratta di una menzogna6. Le superstizioni riguardo il salmo 109 andarono oltre il Medioevo e il Rinascimento, protraendosi fino al XVIII secolo, a riprova della sua diffusione nella sottocultura esoterica7

“Nel nostro tempo, quando la chiara luce del Vangelo penetra in tutti gli occhi, è profondamente deplorevole che si trovino persone così completamente dedite a tali superstizioni.(…) Alcuni credono che questo salmo dovrebbe essere pregato mattina e sera per un anno intero e nove giorni senza interruzione. (…) Ma se questa maledizione viene omessa anche solo una volta, si crede che non colpisca la testa del nemico, ma ricada su quella della persona che sta pregando. Il nemico non deve sapere nulla della lettura del Salmo; Né si deve salutarlo per strada o accettare saluti da lui e qualunque altra pratica assurda e piena di superstizioni pagane va in giro».

Dissertazioni di Johann Friedrich Heine, 1703

Queste “regole” per la corretta interpretazione magica e per l’utilizzo di un incantesimo tratto dalle sacre scritture fondano le loro basi nel folclore medievale, aderendo però all’esoterismo del XVIII secolo, ben più vicino alla rappresentazione odierna del concetto di “magia nera”. Perché come avvenuto per il fenomeno della caccia alle streghe in Europa, anche nel caso del salmo 109 ci troviamo di fronte a un elemento della cultura magica comunemente associato al Medioevo, ma che di medievale non conserva granché.

Concludiamo questa esplorazione degli antichi incantesimi proprio con la “preghiera della morte”, tratta dal passo biblico.

1 Al direttore del coro.
Salmo di Davide.
Dio della mia lode, non tacere,
2 perché la bocca dell’empio e la bocca del disonesto si sono aperte contro di me;
m’hanno parlato con lingua bugiarda.
3 Mi hanno assalito con parole d’odio
e mi hanno fatto guerra senza motivo.
4 In cambio della mia amicizia,
mi accusano,
e io non faccio che pregare.
5 Essi mi hanno reso male per bene,
e odio in cambio di amore.
6 Suscita un empio contro di lui,
e un accusatore stia alla sua destra.
7 Quando sarà giudicato, esca condannato,
e la sua preghiera gli sia imputata come peccato.
8 Siano pochi i suoi giorni:
un altro prenda il suo posto.
9 I suoi figli diventino orfani
e sua moglie vedova.
10 I suoi figli siano vagabondi e mendicanti
e cerchino il pane lontano dalle loro case in rovina.
11 L’usuraio divori tutto il suo patrimonio
ed estranei lo spoglino del frutto delle sue fatiche.
12 Nessuno sia misericordioso con lui
e nessuno abbia pietà dei suoi orfani.
13 La sua discendenza sia distrutta;
nella seconda generazione sia cancellato il loro nome!
14 L’iniquità dei suoi padri sia ricordata dal SIGNORE
e il peccato di sua madre non sia cancellato.
15 Siano quei peccati sempre davanti al SIGNORE,
e faccia egli sparire dalla terra il ricordo di lui.
16 Infatti non si è ricordato di fare il bene,
ma ha perseguitato il misero, il povero,
e chi ha il cuore spezzato, per farlo morire.
17 Egli ha amato la maledizione: essa ricada su di lui!
Non si è compiaciuto nella benedizione:
questa se ne stia lontana da lui!
18 Si è coperto di maledizione come se fosse il suo vestito;
essa è penetrata come acqua dentro di lui,
e come olio nelle sue ossa.
19 Sia per lui come vestito che lo ricopre,
come cintura che lo lega per sempre!
20 Sia questa da parte del SIGNORE la ricompensa per i miei avversari
e per quanti proferiscono del male contro l’anima mia.
21 Ma tu, o SIGNORE, Dio, intervieni in mio favore,
per amor del tuo nome;
salvami, perché la tua misericordia è benevola.
22 Io sono misero e povero,
e il mio cuore è ferito dentro di me.
23 Me ne vado come ombra che si allunga,
sono cacciato via come una cavalletta.
24 Le mie ginocchia vacillano per il digiuno
e il mio corpo è gracile e deperisce.
25 Sono diventato per loro un oggetto di scherno;
quando mi vedono scuotono il capo.
26 Aiutami, o SIGNORE, mio Dio,
salvami per la tua grazia,
27 e sappiano che questo è opera della tua mano,
che sei tu, o SIGNORE, che l’hai fatto.
28 Essi maledicono, ma tu benedirai;
s’innalzano e resteran confusi,
ma il tuo servo esulterà.
29 I miei avversari saranno coperti d’infamia
e avvolti di vergogna come d’un mantello!
30 A voce alta celebrerò il SIGNORE,
lo loderò in mezzo all’assemblea,
31 poiché egli sta alla destra del povero
per salvarlo da quelli che lo condannano a morte.

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  3. Vita Antonii, Atanasio di Alessandria, 357
  4. Vita Antonii, Atanasio di Alessandria 53
  5. Christa Tuczay, Esoterismo e magia nel Medioevo
  6. Die Verwendung des sogenannten Fluchpsalms 108 (109), p. 75
  7. dissertazioni di Johann Friedrich Heine, 1703, “Abusum Salmo CIX imprecatorii vulgo La preghiera di morte. D.O.M.A. Praeside Io. Andrea Schmidio Abbate Mariaevallensi SS.Th.D. eiusque et SS. antiqq. P.P. Ordinis sui seniore eruditorum iudiciis ha presentato Responsurus Auetor Ioannes Fridericus Heine Hannoveranus D. XI. agosto MDCCVIII. Edito Quarta. Helmstadii, Stanno Hammiano”
Lorenzo Manara