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9 Febbraio 2021

Merlino, l’archetipo del mago medievale

merlino

Merlino è conosciuto per essere un mago, veggente e consigliere di re, ma anche druido e sacerdote celtico. Come mai tante interpretazioni?

“Manda a prendere il Cerchio dei Giganti sul monte Killarus, in Irlanda. Poiché là si erge una costruzione di pietra che nessuno in quest’epoca saprebbe erigere, se non unendo l’astuzia alla perizia. Le pietre sono enormi, se fossero collocate qui attorno a guisa di come sono state innalzate laggiù, ci rimarrebbero per sempre. Molti anni fa, i Giganti, dalle più lontane propaggini dell’Africa, le trasportarono e le innalzarono colà, all’epoca in cui vivevano in quel paese.” (Merlino Ambrosius)

Il Cerchio dei Giganti cui si fa riferimento è il sito megalitico di Stonehenge, nei pressi di Salisbury, in Inghilterra. A dare tutte queste indicazioni è Merlino, che secondo Goffredo di Monmouth prelevò magicamente l’intero mucchio di pietre da un monte irlandese. Forte, vero?

Merlino nella cultura pop contemporanea è conosciuto per essere un mago medievale, spesso associato al ciclo arturiano, a Camelot e alla tavola rotonda (con la tunica azzurra e il cappello conico a punta, magari). In alcuni casi viene anche definito un “druido”, ovvero il membro di una casta sacerdotale della tradizione celtica. Come mai così tante interpretazioni? E Morgana? Maga, strega o fata? Buttiamoci a capofitto nel caos di etichette che videogiochi e giochi di ruolo come Dungeons and Dragons hanno contribuito a mischiare in modo del tutto casuale e vediamo di capirci qualcosa.

La concezione di magia e stregoneria dell’Europa medievale proviene prevalentemente dalla cultura greco-romana. Molti non ci fanno caso, ma quelle dell’Antica Grecia e dell’Impero romano erano società piene di magia, di miti e mitologia, spiriti che non si facevano mai gli affari loro, sacerdoti e sacerdotesse dotati di poteri divini, eccetera, eccetera. Dico che “molti non ci fanno caso” perché tutto questo viene offuscato dal mito della grande epoca classica cui noi attribuiamo solo gli elementi positivi: epoca d’arte e filosofia, no? Come al solito, invece, la parola Medioevo evoca posti bui, rovine disastrate, contadini vestiti di marrone e tante streghe coi capelli sudici appiccicati sul viso. Eppure, come ben sappiamo, tutto ciò che avevano di superstizioso lo hanno ereditato dai grandi del passato.

Oltre all’area greco-romana ci furono altre tradizioni che influenzarono la magia medievale (e dunque la magia che conosciamo noi), e furono le antiche pratiche dei popoli nordici nell’area germanica e celtica. Plinio il vecchio nel suo Naturalis Historia, un’opera enciclopedica monumentale di trentasette libri che racchiude teorie, credenze e conoscenze del mondo antico, scrisse che la magia della Britannia celtica era molto potente e che quei druidi superavano in grandezza perfino i magi persiani (altra cultura magica tenuta in grande considerazione).

“I druidi d’Irlanda ci appaiono soprattutto come maghi e profeti. Predicono il futuro, interpretano il volere segreto delle fate e praticano gli auspici.” Cesare, De bello Gallico

Cesare menziona il regno delle fate perché il sapere e i poteri magici dei Celti vengono trasmessi dal contatto con le fate. Sempre secondo Cesare gli aspiranti druidi dovevano studiare come novizi per venti anni:

“I druidi sono timorati degli dei, attendono a sacrifici pubblici e privati e discettano di religione. Un gran numero di giovani tenendoli in gran conto, si accalca intorno a loro per istruirsi… Si reputa che il druidismo sia originario della Britannia, da dove venne esportato nella Gallia e oggigiorno coloro che studiano la materia in gran parte effettuano viaggi in quella terra per approfondire le loro cognizioni… Si dice che imparino a memoria una gran mole di poesie e che di conseguenza alcuni di loro proseguano gli studi per vent’anni. Considerano errato affidare i loro studi alle scritture… Hanno pure vaste conoscenze riguardo alle stelle e al loro movimento, alle dimensioni del mondo e alla terra, alla filosofia naturale e ai poteri e alle sfere d’azione degli dei immortali, di cui discutono trasmettendole ai loro giovani discepoli.”

Molti autori classici ci hanno lasciato testimonianze riguardo i druidi. Esistevano druidi di sesso maschile e di sesso femminile, ma a dir la verità non sappiamo molto sul loro conto. C’è chi li associa ai cerchi di pietre megalitici, come nel caso di Stonehenge, la cui storia incontra quella di Merlino nell’opera di Goffredo di Monmouth “Storia dei re britanni”. Tuttavia secondo molti storici i cerchi di pietra non avevano alcun ruolo nella religione dei druidi. La fede druidica era svolta nei templi di pietra e nei boschi: difatti, il termine druido, deriva probabilmente dalla parola duir, cioè, quercia, traducibile complessivamente nel significato di “coloro che sanno per mezzo della quercia”.

Ma allora chi era veramente Merlino? Era druido o era mago? Fra i primi a parlare del personaggio di Merlino troviamo il già noto Goffredo di Monmouth, che inventa una vera e propria biografia. Secondo Goffredo, il nome “Merlino” deriva dal nome del villaggio gallese Caer Myrddin (“villaggio di Myrddin”). Myrddin dunque era il paese natale del nostro personaggio col cappello azzurro in testa, località poi latinizzata dallo stesso Goffredo col nome di “Merlinus”. Insomma, quello che è successo è un po’ come se oggigiorno dessimo a un neonato il nome Bologna o Firenze.

Merlino non è un normale essere umano. La sua natura è sovrannaturale, poiché (sempre secondo Goffredo) nasce dal ventre di una principessa gallese che si è unita a un demonio. Già. Lo spirito demoniaco le faceva visita di notte, a volte comparendo improvvisamente, a volte solo sussurrandole nell’orecchio. Dall’unione tra i due nacque Myrddin – Merlinus – Merlino. Notate bene che nel latinizzare il nome non è stato scelto “Merdinus” per l’assonanza alla parola merdus, che avrebbe rovinato non poco l’atmosfera della storia. Anche allora ci tenevano a scrivere romanzi che fossero quantomeno presentabili, come faccio io.

Merlino fin da subito manifesta dei poteri sovrannaturali. Secondo Goffredo egli supera qualsiasi altro mago in quanto a capacità divinatoria, dominio della magia della tempesta, della metamorfosi e della conoscenza medica e farmaceutica. Dunque egli non è divenuto mago in seguito allo studio della magia, ma ha sviluppato le doti naturali ereditate dal padre infernale.

Dunque l’etichetta che più si addice a Merlino sarebbe quella di druido, o al massimo di mago sciamano. La capacità di predire il futuro aumenta infatti con l’ascesi, il digiuno, e la solitudine selvaggia tipica dei personaggi magici delle saghe e dei racconti celtici 1. Niente a che vedere col mago dotto disneyano, amante della scienza e del “guazzabuglio moderno”.

Ci sono però numerose altre versioni di Merlino, infinite. Alcuni lo dipingono come un gigante magico (ma pur sempre figlio del diavolo) 2, altri ancora come leale consigliere di re britannici. Il filo conduttore tuttavia è sempre quello: una figura letteraria che ha stimolato il genere fantasy dal Medioevo ai giorni nostri e che ancora continua a ispirare nuove storie e varianti, anno dopo anno.

Esiste solo un altro personaggio magico in grado di tenere testa a Merlino in quanto fama, la fata più conosciuta del Medioevo: Morgana.
Ho scovato molte robe interessanti sul suo conto durante le ricerche per il romanzo che sto scrivendo. Se vi piace l’argomento e volete saperne di più, restate da queste parti. Magari iscrivendovi alla newsletter per non perdervi neppure una parola riguardo l’affascinante tema delle origini del fantasy.

Illustrazione in copertina di Isabella Manara

  1. Monografia su Merlino, Nikolai Tolstoj – discendente di Lev Tolstoj
  2. Wilhelm von Osterreich, romanzo d’avventura di Johann von Wurzburg, 1314 ca.
Lorenzo Manara

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