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10 Gennaio 2017

Quei vestiti marroni del Medioevo

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Nel Medioevo erano davvero tutti vestiti di marrone?

Il contadino vestito di marrone è una costante nei film ad ambientazione medievale. Qualsiasi sia il secolo, il regno o la posizione geografica trattata nel film poco importa: i vestiti del povero contadino vanno da una gradazione di marrone fino al grigio. E basta. Lo stereotipo è diffuso anche nelle produzioni che si ispirano al Medioevo ma che non hanno alcuna pretesa storica come i romanzi, i fumetti e i videogiochi di genere fantasy.

Come abbiamo già detto in un precedente articolo, il Medioevo non è stata affatto un’epoca buia. E non è stata neppure così sudicia come si pensa. La parola stessa “Medioevo” è dispregiativa, indica un periodo troppo vasto per essere racchiuso in una sola parola. Ha senso accomunare il millennio che va dalla caduta dell’Impero romano all’inizio del Rinascimento? Non tanto, perché si rischia di generalizzare. E siccome nessuno qui dentro vuole generalizzare, allora dobbiamo affrontare l’argomento da un punto di vista più dettagliato.

Le caratteristiche della moda medievale europea sono molteplici. L’eredità è quella romana, ma le commistioni sono estese all’intero mediterraneo e al mondo barbarico (inteso come al di fuori di Roma). I calzoni sembrano provenire dai Galli, che a loro volta li presero in prestito dai cavalieri nomadi dell’Asia Minore, il grande mantello deriva dalla toga; e il caratteristico cappuccio a punta della “pellegrina” (la mantellina che arrivava fino alle spalle) si pensa derivi anch’esso dall’Antichità1. Questi sono solo alcuni esempi che riguardano la forma dell’abbigliamento. Per i colori il discorso si fa ancora più complesso.

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Il mitico cappuccio con pellegrina. Nel manoscritto “Romance of Alexander” (1338-44) possiamo ammirare una vista di profilo e una della parte posteriore. Bellino, vero?

Le classi sociali più abbienti potevano vestire quasi ogni tipo di colore. A partire dal 1100 divennero comuni i colori “puri”, ovvero: bianco, nero, rosso, verde, giallo e blu. Le tonalità variavano moltissimo ed erano ottenute tramite le piante tintorie. Ce n’erano alcune come la Isatis tinctoria (guado) che erano molto facili da reperire. Il guado da solo serviva a ottenere il blu il giallo o il verde.

Nonostante le materie prime fossero economiche, il trattamento riservato ai capi colorati nell’Alto Medioevo non era accessibile a tutti. Fino all’anno Mille, era frequente che un contadino dovesse accontentarsi di panni grezzi e stinti. Ma la miseria del Popolo minuto, nonostante fosse generalizzata, conosceva varie eccezioni. I contadini d’Europa non erano tutti uguali e c’era chi stava meglio di altri. In alcune aree geografiche sotto l’influenza di città economicamente avanzate, i contadini benestanti sapevano addirittura leggere e scrivere. Accadeva in Toscana, ad esempio, ma anche nel Centro-Nord d’Italia 2. Il guardaroba mutava al variare dell’economia e dell’alfabetizzazione, così come ogni altro privilegio.

La situazione del vestiario medievale è molto intricata. Conosciamo abbastanza approfonditamente l’abbigliamento di borghesia e nobiltà grazie ai numerosi manoscritti e resoconti dell’epoca (perfino all’interno delle opere letterarie sono presenti degli spunti storiografici3). Purtroppo però, la documentazione riguardante “gli uomini dei campi” scarseggia. A nessuno è mai importato nulla dei povery, e questo valeva soprattutto nel Medioevo.

Oltre a questo, gli storici si sono dovuti districare fra le numerose opere di satira contadina che avrebbero potuto falsare una ricostruzione attendibile. Molti degli stereotipi che sono arrivati fino a noi, infatti, nacquero a quel tempo; primo fra tutti il luogo comune della sporcizia e della povertà di vestiario 4.

In conclusione, alla domanda “I poveracci medievali vestivano di marrone?” la risposta non può che essere “dipende”. Dipende dalla società nella quale vivevano, dalla geografia dei luoghi, dalla vicinanza o meno con le montagne, il mare, il tipo di clima, l’economia delle città vicine e da numerosi altri elementi. Sembrano delle banalità? E infatti lo sono. Ma allora perché non vengono osservate nella maggior parte dei film?

P.S. L’immagine di copertina di questo articolo è presa dal film “Robin Hood – un uomo in calzamaglia” di Mel Brooks. E’ un film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita. Non per i costumi ed altri aspetti storici, ma semplicemente perché ti spezza dalle risate.

  1. Enciclopedia dell’Arte Medievale, Treccani (1991) di F. Piponnier, M. Nockert, G. Di Flumeri Vatielli
  2. L’uomo medioevale – III Il Contadino e il lavoro nei campi. Jacques Le Goff
  3. Il corpo nel Medioevo. Jacques Le Goff
  4. L’uomo medioevale – III Il Contadino e il lavoro nei campi. Jacques Le Goff
Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte.
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One Comment on “Quei vestiti marroni del Medioevo

silviacavalieri
11 Gennaio 2017 a 19:42

Spunto interessante!

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