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31 Maggio 2016

Il sudicio Medioevo

medioevo sudicio

Oltre che buio il Medioevo è spesso considerato anche sudicio.

E io mi chiedo: perché? Perché il Medioevo è sudicio? Nei film e nei romanzi troviamo sempre quei poveri contadini chiusi nelle loro casupole, al buio, con le facce sporche di fango e i vestiti tutti marroni. Parrebbe che dopo la caduta del glorioso Impero Romano tutti si siano scordati come lavarsi. Un’epoca superstiziosa, rozza, schifosa; fatta di brutti ceffi con le pustole e vasi da notte che vengono rovesciati dalle finestre. Ma è davvero andata così?

Comincio subito con una premessa: il Medioevo è un’epoca storica troppo vasta per essere ridotta a una sola parola. Il termine “Medioevo” è dispregiativo, e dovrebbe indicare l’epoca di mezzo tra l’età classica e il Rinascimento: una robetta di passaggio, insomma, un periodo negativo. Questo concetto è superato da tempo. Storici autorevoli hanno liberato il Medioevo dalla grande quantità di stereotipi che ci trasciniamo dal XVIII secolo. Uno di questi è Jacques le Goff, il cui contributo storiografico può essere raccolto da chiunque visiti una libreria, e principale fonte da cui ho attinto per la scrittura di questo articolo.

Molte delle abitudini igieniche medievali sono esistite grazie alle infrastrutture idrauliche romane sopravvissute al tempo. Ci sono città europee che, dopo la caduta dell’Impero, sono riuscite a mantenere in funzione le fognature; altre invece hanno perso questo privilegio per mancanza di risorse. I centri urbani che non potevano godere delle mitiche fognature romane erano caratterizzati da uno scarico delle acque nere all’aperto. I liquami venivano portati dall’abitazione alla via pubblica, ma nonostante la cacca scorresse nei rigagnoli ai lati delle strade non significa che la gente ci sguazzasse dentro. L’acqua era un valido aiuto contro il sudiciume ed era reperibile gratuitamente in qualsiasi corso d’acqua.

sudicio medioevo

I poveri che fanno il bagno nel fiume. Strano, vero? – Le Très Riches Heures du Duc de Berry [1412 ca.]

Niente e nessuno vietava ai poveri di sciacquarsi il viso dopo l’estenuante giornata di lavoro nel fango. Perché non avrebbero dovuto farlo? Anche gli abitanti delle città che si trovavano lontano dal fiume potevano godere dei bagni pubblici risalenti al periodo romano. Se c’è una sola cosa che avrebbe potuto intralciare l’igiene medievale questa era il Cristianesimo.

Certe credenze religiose dell’Alto Medioevo determinarono un profondo mutamento nelle abitudini igieniche ereditate dagli antichi1. Quei piaceri tanto amati da greci e romani vennero condannati e il modo di concepire il corpo nel mondo classico fu ritenuto peccaminoso. Uno di questi precetti lo ritroviamo ad esempio scritto nella regola di san Benedetto nel capitolo “Dei fratelli infermi”:

“L’uso dei bagni sia conceduto agl’infermi, ogni volta che convenga: ma ai sani, massimamente ai giovani, assai di rado si conceda.”

La Chiesa scoraggiava l’utilizzo dei bagni pubblici promiscui, luoghi di incontro sociale che potevano condurre alla fornicazione e, come nel caso della regola benedettina, perfino un semplice bagno di natura esclusivamente personale era concesso “assai di rado”. Ovviamente il Cristianesimo non è mai stato nemico dell’igiene, né tanto meno dell’acqua, simbolo peraltro di purezza; e fu proprio la Chiesa a svolgere un ruolo fondamentale nella gestione delle antiche infrastrutture idrauliche romane permettendone la conservazione fino ai giorni nostri2. Ci troviamo dunque dinnanzi a un’istituzione religiosa spaccata a metà: che tenta da un lato di mantenere la salute dei fedeli, dall’altro di impedire la proliferazione del peccato limitando il benessere fisico.

Per contrastare le tentazioni del Demonio che si insinuano tra i piaceri del corpo un tempo ritenuti innocui, talvolta la Chiesa medievale ha istituito regole e limitazioni che sono ricadute sull’igiene, limitandone le modalità e perfino la frequenza. Nonostante questo, per la maggioranza della popolazione europea l’acqua rimase un bene irrinunciabile. Alcuni ordini monastici facevano uso del bagno addirittura una volta a settimana prima della messa domenicale come misura purificatrice del corpo e dello spirito, e questo non fa che confermare una dualità contrastante all’interno della stessa comunità cristiana.

Già, il bagno. Altro stereotipo legato al sudicio Medioevo. Re Giovanni d’Inghilterra faceva il bagno circa una volta al mese e lo possiamo desumere dai pagamenti che effettuava per ottenere gli oli preziosi: cinque pence per ogni tuffo nella tinozza. Un contadino doveva lavorare una settimana per guadagnare tale somma. Credete che una volta al mese sia poco per un sovrano? Adesso vi dico quanti bagni faceva il Re Sole. Grazie al Journal de la Santé du roi Louis XIV, redatto dagli stessi medici personali del sovrano, sappiamo che in sessantaquattro anni di regno Luigi XIV fece il bagno una volta sola, precisamente nel 1665.
E adesso come la mettiamo? Sono più sudici i contadini medievali o i cicisbei barocchi?

I membri meno abbienti della società medievale conoscevano il sapone: grasso animale con cenere di legna e soda (soda caustica, oppure soda ottenuta dalle ceneri di alcune piante marine, per i più fortunati). Non poteva essere paragonato alle erbe profumate del feudatario, ma faceva il suo sporco lavoro. Ah-ah, sporco. Ho fatto la battuta. Anche la pulizia dentale era conosciuta. Dal semplice risciacquo con acqua all’utilizzo del legno verde di nocciolo usato come azione meccanica di strofinamento. L’uomo medievale praticava numerosi accorgimenti igienici che sono del tutto simili ai nostri. Bartolomeo Sacchi, nel “De honesta voluptate et valetudine” (1421-1481), spiega bene cosa si deve fare appena alzati, al mattino:

“E’ opportuno lasciar trascorrere un certo intervallo e poi pettinare per bene i capelli e cacciar fuori il catarro che si è accumulato durante la notte. È anche bene lavarsi i piedi e la testa prima di mettersi a mangiare e tergere con cura le deiezioni del corpo che escono dalle parti posteriori. È buona regola sciacquare la bocca con molta acqua, soprattutto d’estate […]”

La scatarrata nel lavandino è un classico. Molto interessante il fatto di lavarsi i piedi prima di andare a mangiare, sinceramente mi sfugge il nesso. Detto questo mi avvierei all’ovvia conclusione dell’articolo, nonché alla risposta al quesito: Il Medioevo è sudicio?

La risposta è: dipende. Il Medioevo per certi versi è sudicio, ma anche il ventunesimo secolo lo è. Oggi come allora esistono tanti uomini quanti diversi modi di comportarsi. Nonostante la tecnologia e il benessere siano cambiati, ci saranno sempre coloro che si lavano meno. L’importante è non generalizzare, e non fare lo stesso errore dei costumisti di Hollywood quando vestono quei dannati contadini con ogni tonalità esistente di marrone.

  1. Jacques le Goff, Il corpo nel Medioevo
  2. Enciclopedia dell’ Arte Medievale (1992) Treccani

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte.
Lorenzo Manara

3 Comments on “Il sudicio Medioevo

Dora Buonfino
1 Giugno 2016 a 21:24

Molto interessante! Sono stupita per l’unico bagno di re Luigi…

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Serena Tecce
1 Giugno 2016 a 7:44

Un piccolo appunto. Diversi monasteri alto medievali avevano delle proprie terme, spesso e volentieri riconvertite in seguito in strutture produttive come frantoi o magazzini. Articolo molto interessante e piacevole.

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Lorenzo Manara
1 Giugno 2016 a 9:53

Ciao, Serena. Grazie del commento. I monaci hanno potuto godere dell’eredità romana molto più di altri.

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