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31 Luglio 2018

Il fossato del castello, una lurida difesa

il fossato del castello una fogna sporca

Spazzatura, rifiuti, liquami e malattie: il fossato del castello medievale era una fogna a cielo aperto che non aveva nulla di fiabesco

Quando ci si immagina un castello medievale uno degli elementi più iconici è certamente il fossato: il profondo scavo che circonda il perimetro delle mura, ricolmo di lucente acqua cristallina. Sfortunatamente, nella maggior parte dei casi non appariva affatto così.

Riempire il fossato del castello era una pratica estremamente difficoltosa, che richiedeva lo sfruttamento delle acque superficiali che scorrevano nelle vicinanze oppure del raggiungimento delle falde acquifere nel caso non si trovassero troppo in profondità. Se riempirlo era complicato, mantenerlo lo era ancora di più.

Evitare che l’acqua ristagnasse diventando un ricettacolo poco igienico di malattie e pericoli per la salute era una vera e propria battaglia. Ed è per questo che il fossato del castello era molto spesso asciutto, nient’altro che una trincea fangosa all’occorrenza ricoperta da pali appuntiti.

Le fortificazioni che vantavano un fossato adacquato dovevano inoltre fare i conti con i rifiuti biologici. Tutti gli scarti e i liquami prodotti entro le mura finivano nel terreno circostante e, spesso, direttamente nel fossato. Il risultato di questo continuo scarico di rifiuti poteva dar luogo a una fogna a cielo aperto, torbida e dal fondo melmoso; un pantano che fungeva da formidabile difesa contro gli assalti, ma che di certo non offriva l’immagine romantica a cui siamo abituati oggi.

Lo stesso Dante nel canto XVIII dell’Inferno paragona le Malebolge ai fossati dei castelli, tanto dovevano apparirgli malefici. Le eccezioni ci sono state, ovviamente, e riguardavano tutte le fortificazioni nei pressi di un fiume o del mare. Se il fossato del castello godeva di un ricircolo d’acqua allora la situazione igienica si faceva incredibilmente migliore.

Molti pensano che il Medioevo sia stata un’epoca buia e soprattutto sudicia. Nonostante sia una credenza alquanto superficiale (e per lo più falsa), nel caso dei fossati può essere considerata abbastanza vicina alla realtà storica.

Non fateci l’abitudine però, eh. Generalizzare è sbagliato. Sempre.

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte. Nel 2018 ha firmato un contratto con una casa editrice di Londra per la pubblicazione del romanzo "Il Ritornante".
Lorenzo Manara

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