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3 luglio 2018

Parolacce antiche: Il primo vaffa della letteratura inglese

parolacce antiche in un manoscritto inglese medievale

Parolacce antiche sono state ritrovate a Pompei e perfino nelle piramidi, ma nessuno si sarebbe aspettato di leggerle in un manoscritto miniato.

Quando gli storici trovarono in un monastero della Gran Bretagna una copia manoscritta del “De Officiis” di Cicerone datata 1528, non credettero ai loro occhi. All’interno scorsero una piccola nota scarabocchiata a margine che recitava così: Fuckin Abbit. Tradotto in italiano suonerebbe più o meno come: “Fottuto Abate” oppure “Fanculo, Abate”.

Non è chiaro perché l’amanuense ce l’avesse con l’abate del proprio monastero. Forse l’utilizzo del termine è letterale: il monaco accusava il superiore di una vita sessuale troppo attiva. Non era raro che i sant’uomini infrangessero i dettami del loro credo per abbandonarsi al piacere della carne. Accadeva nel sudicio Medioevo® proprio come accade oggi.

Un’altra ipotesi potrebbe essere quella del semplice sfogo. Dopo aver trascorso un’orribile giornata a ricopiare vecchi libri forse il monaco volle far conoscere al mondo intero il motivo del suo disappunto. Se così fosse direi che ci è riuscito alla grande, considerato che la sua opinione ha perdurato per quasi 500 anni giungendo fino a noi.

Sebbene il motivo dell’insulto sia ignoto, l’episodio ha segnato il primo uso documentato del vaffanculo usato come aggettivo nella letteratura inglese e successivamente in quella americana. Il termine oggi è un vero e proprio intercalare per gli anglosassoni, utilizzato come rafforzativo in qualsiasi contesto e significato.

Noi italiani comunque non siamo da meno, anzi. Perfino a livello archeologico siamo praticamente dei campioni della parolaccia.

Stercus (merda), futuere (fottere), meretrix (prostituta) e tante altre parolacce antiche in latino sono visibili sui graffiti dei muri di Pompei, che come in un moderno bagno di un istituto tecnico industriale facevano da raccoglitore delle espressioni più colorite della società. Ce ne sono alcune che sono così volgari da risultare valide anche oggi.

Se non ci credete fate un salto a Pompei. Resterete stupiti proprio come l’abate inglese dopo aver letto lo scarabocchio nel manoscritto.

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte. Nel 2018 ha firmato un contratto con una casa editrice di Londra per la pubblicazione del romanzo "Il Ritornante".
Lorenzo Manara

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