Close

11 Settembre 2017

Il castello di Stirling

castello di stirling

Il castello di Stirling, testimone delle più importanti battaglie combattute in Scozia

Il castello di Stirling si erge su una collina di origine vulcanica e domina il territorio circostante per svariati chilometri di distanza1. La sua storia turbolenta, fatta di sanguinose battaglie e lunghi assedi, è associata ai personaggi che abbiamo cominciato a conoscere nei precedenti articoli: William Wallace, Robert Bruce e Edoardo I Longshanks.

La prima testimonianza riguardo le origini del castello è giunta fino a noi grazie agli antichi romani. L’Impero si spinse fino a nord della Britannia e durante il suo cammino di conquista incontrò le numerose popolazioni che abitavano le isole: un miscuglio eterogeneo di etnie nordiche e germaniche. Una di queste era la tribù dei Meati, che lo storico Cassio Dione Cocceiano ci descrive in maniera dettagliata:

“Abitano i Meati presso il muro medesimo che l’isola in due parti divide (si riferisce al vallo Antonino o Severiano, posto un centinaio di chilometri più a nord di quello di Adriano NdR). Occupano monti asprissimi e mancanti d’acqua, e così pure campagne deserte, ingombre di paludi; né castello hanno, né città, né campi alcuni coltivano; sussistono malamente coi pascoli, colla caccia, e coi frutti degli alberi, giacché non gustano pesci dei quali la quantità è colà è grandissima ed innumerabile. Vivono essi sotto le tende nudi e privi di calzature, fanno uso di mogli comuni, e qualunque prole da esse nasca, alimentano. Si reggono per lo più con reggimento popolare, si danno al furto; guerreggiano nei loro carri, cavalli hanno piccoli e celeri al corso; e in qualità di fanti, tanto sono veloci a correre, quanto costanti nel combattere corpo a corpo. Le loro armi sono lo scudo e la lancia, nella cui sommità è posto un pomo di rame, affinché mentre si scuote, il nemico atterrisca con lo strepito; essi hanno ancora spade. La fame, il freddo e le calamità tutte possono tollerare.”

Istorie romane, Volume 5, Di Cassius Dio Cocceianus [230 d.C.] traduzione di Luigi Bossi 

Questi erano i simpatici abitanti della collina di Stirling ai tempi dei romani. Difficile che potessero mettere insieme qualche pietra per costruire una torre. Per parlare di castello vero e proprio dobbiamo attendere almeno fino al 1100, quando Alessandro I di Scozia cominciò la costruzione di un maniero fortificato.

Il castello di Stirling divenne celebre per la battaglia combattuta l’11 settembre 1297 fra gli inglesi di Edoardo I e gli scozzesi guidati da William Wallace. Fu una vittoria schiacciante per gli scozzesi, i quali in netta inferiorità numerica riuscirono a sfruttare il territorio e lo stretto spazio di manovra dello Stirling Bridge. Nel film Braveheart la battaglia si svolge in campo aperto, ma il ponte giocò un ruolo fondamentale senza il quale è probabile che gli scozzesi sarebbero stati massacrati.

Wallace sfruttò le dimensioni dell’esercito avversario a proprio favore: attese che gli inglesi cominciassero l’attraversamento del fiume Forth e solo a quel punto ordinò l’attacco. Gli avversari contavano più di 10.000 uomini, ma quando si ritrovarono davanti 2.000 scozzesi indiavolati non poterono mettere in atto alcuna formazione o strategia. Wallace e i suoi fecero quello che sapevano fare meglio: darci dentro con le spade. L’avanguardia della colonna inglese si bloccò sul ponte, impossibilitata a fare qualsiasi altra cosa se non difendersi. La cavalleria pesante tanto temuta in Europa era neutralizzata, inutile nello stretto passaggio. I lancieri scozzesi spingevano da un lato, la retroguardia inglese dall’altro; il morale degli invasori si incrinò.

Già dopo il primo ingaggio le perdite inglesi furono pesantissime. L’avanguardia era stata decimata. Nonostante i soldati di Edoardo I sulla sponda opposta del fiume fossero ancora superiori in numero agli scozzesi, e nonostante ci fossero grossi contingenti di micidiali arcieri pronti alla battaglia, gli inglesi preferirono la ritirata. Evitarono il combattimento, distrussero il ponte e si diressero al confine. Questa manovra lasciò isolata la guarnigione al castello di Stirling, la quale capitolò in breve tempo.

castello di stirling mappa

Il castello era finalmente tornato nelle mani del suo legittimo proprietario, Re Robert Bruce. Ma la guerra non era finita. Persa la battaglia di Falkirk, gli scozzesi furono costretti ad abbandonare Stirling, il quale venne ripreso dagli inglesi nel 1299. Il tira e molla andò avanti fino alla battaglia di Bannockburn, una delle battaglie più significative della storia scozzese, combattuta proprio nella pianura ai piedi del castello.

Edoardo I Longshanks era morto. Come suo successore venne nominato Edoardo II, il quale volle porre definitivamente fine alla questione scozzese. Radunò un esercito di 25.000 uomini e marciò alla volta di Stirling. In quel periodo, Re Bruce stava assediando il castello per sottrarlo alla piccola guarnigione inglese che lo presiedeva. Venne a conoscenza della formidabile armata nemica e radunò i clan delle Highlands. Mise insieme un esercito di 9.000 soldati scozzesi e si apprestò a ricevere l’avversario.

Gli Inglesi potevano contare sulla cavalleria pesante, vera e propria arma definitiva nelle battaglie del XII secolo. Gli scozzesi non avevano molti cavalieri a disposizione, e neppure grandi contingenti di arcieri, per questo decisero di contrastare il nemico con una formazione che aveva permesso loro di vincere già 17 anni prima: lo schiltron. Come nel film Bravehearth, lunghe aste acuminate tennero a bada le cariche di cavalleria. Tuttavia, al contrario della pellicola, gli scozzesi non se ne stavano su una sola linea, bensì racchiusi in una formazione a riccio circolare, che li proteggeva da ogni lato.

Trovatosi dinnanzi alle formazioni a schiltron ai piedi del castello di Stirling, Edoardo II compì un grave errore. Inviò la propria cavalleria, sicuro che il glorioso impeto dei suoi uomini migliori potesse spazzare via rapidamente i barbari in gonnellino. Quello che avvenne però fu del tutto diverso. A fine giornata gli Inglesi avevano subito perdite ingenti e il loro morale era a terra. Strana idea quella del sovrano inglese. Avrebbe potuto annientarli con le frecce di cui disponeva in gran quantità, e invece andò incontro alla propria rovina.

La leggenda vuole che gli scozzesi nella battaglia di Bannockburn persero un solo uomo. Nonostante si tratti di un’ovvia esagerazione, la portata di una simile vittoria consentì a Robert Bruce di essere riconosciuto come legittimo Re di Scozia, e di ottenere qualche anno dopo l’indipendenza. Le conseguenze in ambito militare, invece, riecheggiarono per i secoli successivi. Formazioni simili a quelle dello schiltron si diffusero nei campi di battaglia europei per tutto il rinascimento e perfino oltre, consentendo a spagnoli, svizzeri e lanzichenecchi di farne una propria specialità (il quadrato di picche).

Il castello di Stirling oggi tiene molto in considerazione le battaglie che hanno segnato la sua storia. L’ente nazionale del turismo scozzese lo ha letteralmente riempito di cose da vedere e, soprattutto, da fare. C’è un’intera sezione adibita all’interazione per i bambini, che attraverso il gioco si ritrovano a imparare tutto quello che c’è da sapere sulla vita all’interno di un castello. E ai piedi della collina, a qualche minuto dal castello, c’è il Battle of Bannockburn visitor centre. Si tratta di un allestimento interattivo che consente ai visitatori di rivivere le esperienze della battaglia in 3D. E’ possibile osservare da vicino i vari passaggi strategici e perfino compiere decisioni come in un videogioco. Non ci sono andato, perché sinceramente avevo l’impressione fosse una cavolata. Ma se qualcuno di voi ha voglia di provare, fatemi sapere come è andata.

Adesso arriviamo alle considerazioni personali. Fra tutti i castelli della Scozia che ho visitato, Stirling è quello che mi è piaciuto meno. L’impressione è stata quella di ritrovarmi in un luogo fin troppo “ricostruito”. Gli interventi di restauro vittoriani fanno sentire molto il loro peso, e la magia di un luogo antico e colmo di storia è andata esaurendosi.

Il prossimo articolo riguarderà invece uno dei castelli più spettacolari delle Isole Britanniche, e azzardo anche dell’intera Europa: il castello di Eilean Donan.

  1. Le fonti che mi hanno consentito di scrivere questo testo derivano dalla visita al castello stesso e dal volume Stirling Castle di Historic Environment Scotland 2017

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte.
Lorenzo Manara

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.