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29 Agosto 2016

Stereotipi fantasy: l’eroe senza elmo

eroe senza elmo

Ovvero quando il protagonista va in battaglia senza l’elmo perché gli si deve vedere la faccia

E’ cosa normale nei film. Gli eroi non indossano elmi in battaglia. Che siano buoni o cattivi poco importa, la loro testolina emerge dalla schiera di comparse corazzate, così invitante, facile da vedere e colpire. Un egocentrismo assoluto, un bisogno edonistico che antepone l’estetica alla sicurezza. L’eroe conosce l’utilità di un elmo, potrebbe benissimo procurarsene uno, ma non lo fa. Scende in battaglia con i capelli appena lavati con lo shampoo alle albicocche e via così, verso nuove avventure. Perché è il protagonista, e cazzogliene.

L’elmo è la pezza d’armi primordiale. Può essere considerata la protezione standard di un soldato, quell’oggetto che permette di raggiungere un minimo livello di sopravvivenza facilmente e, volendo, senza spendere troppo. Prendete un contadino, dategli uno scudo, una padellaccia qualsiasi da mettere in testa ed ecco che avete composto l’unità base della vostra sgangherata milizia feudale. Semplice, no? All’arma ci penserà lui. I contadini hanno tutte quelle robe agricole tipo roncole e forconi, sanno come cavarsela.

La fragilità della teca cranica era un fatto ben noto già all’uomo primitivo, una delle cui armi favorite era la clava, antenata della mazza d’arme medievale. L’elmo divenne di conseguenza, assai più della corazza e dello scudo, l’elemento distintivo della casta guerriera. [La macchina da guerra nel Medio Evo, G.S.Mazzini]

Gli antichi greci ne sapevano qualcosa. Quello corinzio era uno degli elmi più coprenti dell’antichità, nonché un fine esempio di ricerca anatomica e tecnologica. Comprendeva una gronda per proteggere la nuca, i guanciali, il nasale, e un’imbottitura interna per limitare l’azione contundente dei colpi di spada e ascia. E poi era ganzissimo. A mio avviso uno degli elmi più eleganti della storia militare, perfetto per un eroe.

eroe senza elmo

Ceramica a figure rosse del IV secolo a.C. rinvenuta a Gravina in Puglia

Ma tanto è inutile stare a parlarne. Agli eroi del fantasy ‘ste robe non interessano. Proprio non ascoltano, ho provato un sacco di volte a parlarci. Fanno quello che vogliono punto e basta. Li vedo allontanarsi a cavallo, verso il campo di battaglia, e come una mamma apprensiva davanti al televisore non posso fare a meno di pensare che l’elmo dovrebbero proprio indossarlo. E anche uno sciarpino, che poi si pigliano freddo.

Ma forse non è colpa loro. Forse la colpa è di chi li ha disegnati così. Perché già è difficile descrivere una battaglia in un romanzo, figuriamoci se bisogna stare attenti a tutti i particolari realistici come far indossare gli elmi agli eroi. Troppa fatica. La stessa cosa vale per il regista, che ha il gravoso compito di far sì che gli spettatori riconoscano gli attori in armatura. Ci sarebbe da pensare a una soluzione, realizzare un elmo iconico che il pubblico possa associare a quel tale personaggio, investire tempo e soldi, costumisti… Macché, tutti senza elmo. Si fa prima.

Lo stereotipo dell’eroe senza elmo vale anche per caschi, maschere e tutto ciò che copre il volto degli attori. Nella trilogia di Spiderman di Raimi, ad esempio, la maschera dell’uomo ragno finisce sempre e inevitabilmente per strapparsi e scivolare via nei momenti drammatici, giusto per far vedere agli spettatori le espressioni di quel simpaticone di Tobey Maguire. Così come accade per Iron Man e la maggior parte dei supereroi che normalmente indosserebbero una protezione sul volto. C’è però un film che rende il tutto ancora più esilarante. Si chiama Il destino di un cavaliere, che racconta le gesta di uno scudiero interpretato da Heath Ledger durante un torneo cavalleresco. Non so se lo avete visto. Il protagonista sta per disputare l’incontro che decreterà il campione del torneo, momento culminante del film. Non soltanto egli non indossa l’elmo, ma decide di togliersi l’intera armatura perché, a detta sua, non gli avrebbe dato abbastanza fiato. E che gli vuoi dire a uno così?

Lo stereotipo dell’eroe senza elmo è davvero diffuso. Voi conoscete altri film o romanzi che ne sono afflitti? Lasciate pure un commento e vediamo se qualcuno  riesce a tirar fuori un esempio di uso responsabile dell’elmo. Ci sarà pure un eroe, da qualche parte, che ha a cuore la propria incolumità. La protezione prima di tutto!

eroe senza elmo

 QUALCUNO HA VISTO IL MIO ELMO?! (cit. Elrond)

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte.
Lorenzo Manara

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