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29 Agosto 2017

Il castello di Edimburgo

castello di edimburgo

Il castello di Edimburgo, cuore pulsante di Scozia da oltre mille anni.

Questo è il primo castello che ho potuto visitare nel mio viaggio in Scozia 1. Se volete dare un’occhiata all’itinerario cominciate a leggere dal primo articolo.

Sopra la collina di roccia vulcanica che domina la capitale si erge il castello di Edimburgo, uno dei più antichi luoghi fortificati d’Europa. Questa roccaforte naturale presenta tracce di insediamenti umani risalenti addirittura al 3000 avanti Cristo. Una primitiva tipologia di castello venne eretta qualche secolo dopo l’Anno Zero, a opera della tribù celtica dei Votadini. Si trattava di un insediamento di forma circolare protetto da due fosse scavate nella roccia. Tale misura di difesa permise ai Votadini di evitare la catastrofe che si era già abbattuta sugli abitanti delle Isole Britanniche: l’avanzare dell’esercito romano.

Le legioni romane invasero la Scozia in almeno tre occasioni, spingendosi a Nord fin quasi a raggiungere la punta più estrema. Tuttavia gli archeologi non hanno ritrovato segni di conquista del castello di Edimburgo. Al contrario, tracce di manufatti romani tra cui spille e ceramiche testimoniano che i Votadini intrattenevano rapporti amichevoli con Roma. Alcuni sostengono che fossero perfino alleati. Altro nome con cui divennero noti i Votadini è Gododdin, comparso in una delle più antiche opere di poesia tramandate in Gran Bretagna.

…Tre capi e trecento, 
Tre cavalieri della mischia 
Dalla dorata Eidyn, 
Tre schiere vestite di ferro 
Tre re adornati di torques 
Tre valorosi cavalieri 
Tre pari della battaglia…

Questo è uno stralcio del poema di Y Gododdin, attribuito al bardo Aneirin. Si tratta di una raccolta di versi che inneggiano ad antichi eroi celti, in cui viene narrato di una grande sala a Din Eidyn. Questa è la prima testimonianza in forma scritta del castello di Eidyn o, meglio, di Edimburgo. Di questo regno perduto nella leggenda non rimane molto a parte qualche punta di lancia, frammenti di metallo lavorato e un pettine d’osso decorato. I Votadini furono sconfitti dagli Angli sul finire del VII secolo e la loro storia si concluse nel sangue.

Nel corso del XII secolo vennero costruite delle poderose mura di pietra, assieme ad altre torri che rendevano più efficace il sistema difensivo e fungevano da dimora per gli ufficiali reali. Tutto questo però non servì a molto contro le armate di Edoardo I Longshanks, Re inglese che molti di noi hanno imparato a conoscere grazie a Braveheart e Age of Empires. Edoardo I conquistò il castello di Edimburgo nel giugno del 1296 e ne mantenne il controllo per 18 anni, finché un’incursione di 30 impavidi scozzesi penetrò all’interno della roccaforte scalando la parete di noccia. Era appena iniziata la storia del luogo più assediato della Gran Bretagna.

Gli storici sono a conoscenza di almeno 26 occasioni in cui si tentò di conquistare il castello. Nonostante le difese fossero formidabili, la maggioranza degli assedi ebbe successo. Questo era dovuto alla posizione elevata della fortificazione che, se da un lato garantiva un’ottima difesa, dall’altro impediva un efficace rifornimento d’acqua: non appena i pozzi si esaurivano o venivano contaminati dai nemici, i difensori erano costretti ad arrendersi.

Gli assedi hanno influenzato la formazione del castello come lo vediamo oggi. Venne completamente raso al suolo nel 1314 dallo stesso re di Scozia, Robert Bruce, e poi di nuovo nel 1573 sotto i colpi dell’artiglieria inglese durante l’assedio di Lang. Subì un pesante bombardamento ad opera dei giacobiti nel 1689 e da quel momento in poi cessò di essere una residenza reale per divenire dimora di guarnigione.

castello di edimburgo porta di foog

Bastione adiacente la porta di Foog, costruita nel tardo XVII secolo. Il nome deriva da “Foggy Gate”, porta nebbiosa, un riferimento alla densa nebbia marina che avvolge occasionalmente il castello.

Nel lungo XIX secolo, l’umanità riscoprì le proprie origini ed esplose la moda dell’archeologia e delle cose antiche. Questa mania non risparmiò la Scozia, che grazie al contributo di Sir Walter Scott venne riconosciuta come nazione dal glorioso passato storico. L’opinione comune però era che il castello non riflettesse la grandiosità delle vicende avvenute su quel mucchio di rocce, e in particolare che non fosse abbastanza “maestoso”. Venne commissionato un restauro e l’edificio cambiò faccia ancora una volta. L’ultima, per fortuna.

Oggi il castello giace in meritato riposo. Gli assalti che è costretto a subire sono solo quelli turistici, ed è tenuto in gran considerazione dal popolo scozzese. Entro le mura si possono visitare ben tre musei militari e ogni anno si celebra la Royal Edinburgh Military Tattoo, spettacolare manifestazione di bande musicali militari fra le quali spiccano le cornamuse del Royal Regiment of Scotland. Se passate da Edimburgo, non potete fare a meno di fare una visita a questo importante pezzo di storia dell’umanità. Io purtroppo mi sono perso la Royal Military Tattoo, accidenti a me. Ma conto di tornarci un giorno. Oh, sì che ci torno.

La prossima tappa è il Palazzo di Linlithgow.

  1. Le fonti che mi hanno consentito di scrivere questo testo derivano dalla visita al castello stesso e dal volume Edinburgh Castle di Historic Environment Scotland 2017
Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte.
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One Comment on “Il castello di Edimburgo

silviacavalieri
29 Agosto 2017 a 21:17

Interessante!

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