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29 Giugno 2018

Firenze, la leggenda della testa di pietra

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Incastonata nella torre campanaria della chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze c’è una testa di pietra: la leggenda narra di un vecchio sacerdote colpito da una maledizione.

Firenze, anno 1300. Quel freddo giorno d’autunno una lunga processione di inquisitori passava davanti alla chiesa di Santa Maria Maggiore scortando una donna incatenata. Raggiunti i gradini della torre la donna si fermò, esausta, per chiedere un po’ d’acqua ai propri carnefici. Era stata condannata per stregoneria e di lì a poco sarebbe morta sul rogo. Gli inquisitori si impietosirono e fecero per esaudire il suo ultimo desiderio, ma dall’alto della torre comparve il volto del sacerdote. “Non datele da bere” gridò il vecchio, “O ritorcerà il fuoco contro di voi!”

Quelle parole tuonarono come un monito divino e gli inquisitori proibirono a chiunque di portare acqua alla donna. La tirarono su in piedi e la costrinsero a riprendere il cammino. Fu a quel punto però che la strega rivelò la sua natura malvagia: drizzò i capelli e puntò il dito contro il sacerdote: “Se io brucerò sul rogo, tu di lì il capo non lo caverai mai!” E così avvenne. La strega morì tra le fiamme poco più tardi mentre il sacerdote restò impietrito in cima alla torre.

Se passate da via de’Cerretani provate ad alzare lo sguardo alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Laddove si erge la massiccia torre campanaria, a svariati metri d’altezza, potreste scorgere un volto pallido incastonato nelle mura. Si tratta di una testa di pietra che risale probabilmente all’antica Roma, usata per abbellire l’edificio. Quella di infilare busti e parti di antiche statue nei muri era un’usanza frequente nel Medioevo, ed è certamente questa la spiegazione logica del perché vi sia una testa lassù in cima. Tuttavia le leggende sono forti quanto la verità, e questa della maledizione del sacerdote è una leggenda difficile da dimenticare.

Un’altra variante del mito vuole che la testa appartenga invece a una donna di nome Berta, pietrificata anch’essa a causa di una maledizione. Quale che sia la spiegazione la prossima volta che vi trovate a Firenze andate alla chiesa di Santa Maria Maggiore e guardate in alto: quel volto sarà sempre lì ad attendervi, con le labbra socchiuse e lo sguardo incredulo.

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte.
Lorenzo Manara

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