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25 Aprile 2017

Come forgiare una spada medievale

come forgiare una spada medievale

Vuoi diventare un vero cavaliere? Ecco la guida completa per forgiare una spada

Se ne leggono e se ne vedono tante di tecniche per forgiare una spada. Tra film e romanzi non si capisce mai come funzioni questo dannato procedimento. Siccome sono un simpaticone, ho deciso di sfatare alcuni miti legati alla forgiatura delle armi, in special modo quelle medievali, scrivendo un articolo sotto forma di breve guida. Di certo non mi aspetto che in casa vostra ci sia una fucina, ma non si sa mai; magari qualcuno vuole provare con il barbecue in giardino.

Accendete la brace e impugnate il martello da fabbro, si comincia!

Indice:

  1. Preparare la fucina
  2. Forgiatura
  3. Molatura
  4. Tempra e rinvenimento
  5. L’elsa
  6. Assemblaggio

Preparare la fucina

Per creare una spada, la prima cosa che dovete fare è preparare la forgia portando il fuoco alla giusta temperatura. Quale temperatura? Bella domanda. La temperatura per arroventare il metallo varia a seconda del tipo di metallo e della percentuale di carbonio nella sua composizione. Per una generica spada medievale italiana diciamo che 900°C sono sufficienti. Vi sembrano troppo pochi? Il ferro fonde a 1500°C, questo è vero, ma forse non tutti sanno che per costruire una spada non c’è bisogno di fondere alcunché. Nei film siamo abituati a vedere improbabili fabbri che si cimentano nella delicata operazione di far colare il ferro fuso all’interno di stampi di pietra, ma quello in verità è un metodo utile più che altro a creare dolci di cioccolato, di certo non una spada.

Una volta che la forgia raggiunge la giusta temperatura, gettate tra le fiamme il metallo precedentemente acquistato (o trovato in un meteorite); il materiale di cui avete bisogno per realizzare la vostra spada sta tutto lì, in attesa di essere plasmato. Appena diventa incandescente tiratelo fuori con delle pinze e poggiatelo sull’incudine: è il momento di darci dentro col martello!

La forgiatura

In questa fase ci siete solo voi, il martello e la barra di metallo arroventata. Il materiale si è ammorbidito grazie al calore della forgia, e questo vi consentirà di modellarlo prendendolo a martellate contro l’incudine. Un’arte puramente manuale, che soltanto un maestro con molta esperienza è in grado di padroneggiare. Il martello colpisce la barra, assottigliandola, poi il braccio la fa ruotare e si ricomincia da capo. Colpo dopo colpo, il ferro comincia a prendere la forma della lama che tutti conosciamo, dalla punta fino al codolo (la parte più sottile che andrà introdotta nel manico dell’impugnatura).

Il processo può durare a lungo. Il metallo deve essere continuamente riscaldato nella forgia, perché dopo poco tempo si raffredda e non è più possibile modellarlo. Concentratevi su un unico punto finché non siete soddisfatti del risultato: si batte il punto desiderato sulla lama, si butta dentro a riscaldare, si tira fuori, si batte, si butta dentro. La stessa operazione va ripetuta più volte, portando il rozzo pezzo di ferro ad assumere le sembianze di una vera e propria spada.

come forgiare una spada uruk hai

A Isengard sembrano seguire un procedimento del tutto differente per forgiare una spada Uruk Hai. Innanzitutto fondono il cioccolato al latte…

come forgiare una spada uruk hai

… poi lo versano negli appositi recipienti di silicone a forma di spade. Vedete come il cioccolato fuso entra nelle scanalature? Cuocete in forno a 240°C e avrete i vostri fantastici biscottini per far felici Nani e Hobbit! [dal film Il Signore degli anelli – Le due torri]

La molatura

Dopo svariate ore passate a martellare, si dà inizio alla fase della molatura. I bordi della spada sono ancora spessi e quindi non resta che portare l’oggetto alla mola e fare un po’ di scintille. La lama va affilata in tutta la sua lunghezza, i particolari limati in un lungo procedimento che di solito coinvolgeva gli aiutanti del fabbro. Una fucina era un’attività che non poteva essere svolta in solitario (altra inesattezza spesso frequente nei film di Hollywood); numerosi lavoratori si occupavano dei compiti di creazione, ciascuno specializzato in una singola fase di quest’arte antica e complessa.

Sfruttando la morbidezza del metallo vengono così affilate tutte le parti della lama. Il risultato raggiunto potrebbe far credere che la lama sia pronta, ma ancora mancano le due caratteristiche fondamentali per l’utilizzo militare: la resistenza e la flessibilità. Allo stato attuale la lama è inadatta perfino per tagliare il pane, dobbiamo perciò portarla alla forgia e infilarla di nuovo tra le fiamme per raggiungere l’ormai familiare temperatura di 900°C.

Tempra e rinvenimento

Finalmente siamo giunti al momento che tutti aspettavano: immergere la lama incandescente nel barile pieno d’acqua. Questo procedimento (che stranamente non è stato inventato da Hollywood) serve a indurire il metallo raffreddandolo bruscamente. Il processo chimico che permette tutto questo è complesso e vi rimando alla pagina wikipedia per coloro che vogliono approfondire.

Una spada che si indurisce però diventa anche fragile. Perciò un solo passaggio di raffreddamento non basta. La spada deve tornare tra le fiamme per raggiungere una temperatura leggermente inferiore a quella di 900°C, e poi di nuovo nel barile. I passaggi devono essere ripetuti a escursioni termiche sempre più ravvicinate finché non si ottiene il miglior compromesso tra durezza e resistenza. Vi sembra difficile? Infatti lo è.

Il liquido nel barile è composto da un miscuglio di acqua, olio e in certi casi urina di cavallo. Nel Medioevo erano superstiziosi, ma c’è chi giustifica l’utilizzo dell’urina poiché ricca di ammoniaca, la quale favorisce il processo di nitrurazione. Chi avrebbe detto che per forgiare una spada fosse necessario conoscere la chimica?

Creare l’elsa

La lama della vostra spada da cavaliere è pronta. Non resta che preparare un’elsa che sia elegante e al tempo stesso funzionale. Per fare questo dovrete ripetere i passaggi che abbiamo già affrontato poco sopra e creare i vari pezzetti che compongono la guardia: più elaborato sarà il disegno e più pezzetti ci vorranno. Avete presente la spada da lato rinascimentale, quella con il cesto a protezione della mano tutto aggrovigliato? Ecco, fare una cosa simile è un bel casino. Nel vostro caso sarà meglio restare sulla semplice guardia a croce, la più diffusa nel Medioevo.

Dopo che l’elsa è pronta, si passa alla realizzazione del manico (anche se sarebbe più corretto chiamarla manica). Solitamente si tratta di un rivestimento di legno, materiale che aiuta ad assorbire in parte l’energia dei colpi. Fasciatelo stretto con pelle o corda e vi ritroverete con un’impugnatura solida che non vi sfuggirà dalle dita nei momenti cruciali.

Infine, la ciliegina sulla torta: il pomolo. Tale elemento è fondamentale per chiudere questo lungo processo di creazione artigianale. Servirà a dare il giusto bilanciamento all’arma, a offrire una presa più sicura e a tenere ben serrati tutti i componenti nel loro assemblaggio.

L’assemblaggio

parti della spada

I Lama; II Guardia; III Manico; IV Pomolo

Se siete arrivati fino a questo punto dovreste ritrovarvi fra le mani le singole parti che compongono una spada. Non resta da fare altro che assemblarle assieme! All’interno del codolo (la parte sottile della lama, situata sulla cima opposta alla punta) incastrate prima la guardia di ferro, poi il manico di legno e infine il pomolo a sigillare il tutto. Stringete bene, saldate, e assicuratevi che non ci sia alcun tentennamento. Complimenti, avete forgiato la vostra prima spada da cavaliere!

Spero che la guida vi sia stata utile. Ovviamente si è trattato di un articolo alquanto generico; con tutte le tipologie di lame esistite nel Medioevo ci sarebbero numerose altre considerazioni da fare prima di cimentarsi nella non facile impresa di fabbro d’armi; oltre alle nozioni di metallurgia che non ho neppure minimamente sfiorato.

L’importante, però, è che nessuno vada più in giro a raccontare che le armi si fanno negli stampi, colandoci dentro il ferro fuso. Quella è roba da pasticcieri.

Lorenzo Manara

14 Comments on “Come forgiare una spada medievale

Paolino
24 Luglio 2019 a 20:51

Visto questo articolo solo oggi.
L’errore della fusione è stato perfino celebrato nell’opera: R. Wagner, Siegfried, atto 1.
Siegfried fonde materialmente la spada spezzata, versa il metallo fuso in una forma (sì, proprio come scritto che NON si fa), butta la forma in acqua, poi la ri-riscalda e la forgia nella propria spada.
Da quanto so, una spada spezzata poteva essere ricostruita con una lavorazione a pacchetto.

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Lorenzo Manara
25 Luglio 2019 a 11:11

Ciao, Paolino! Se ho ben capito Sigfrido riappiccica la punta alla spada. Sinceramente non saprei quanto potrebbe funzionare una riparazione del genere. Forse fonde l’intera spada per riforgiarla da capo? :) Non conosco l’opera nello specifico purtroppo, ma così a naso credo si tratti di licenza poetica

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Paolino
27 Luglio 2019 a 20:44

Sì, Sigfrido fonde la spada (la riduce in polvere… limandola). Online sicuramente il libretto originale tedesco c’è, mi pare ci sia anche la versione italiana di Manacorda (che non è una versione ritmica, solo poetica). Che ci sia una licenza poetica è sicuro ma mi fa un po’ strano che quel film (quale? non sono ferrato in fantasy) la replichi pari pari. Quanto descritto nell’articolo (salvo il paragone col cioccolato XD) mi ha fatto immediatamente pensare al Siegfried wagneriano. Gli sceneggiatori potevano averci pensato a loro volta?

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Lorenzo Manara
28 Luglio 2019 a 11:13

Nelle grandi produzioni purtroppo ci sono moltissimi fattori che influiscono sulla riuscita di una sceneggiatura. Ci sono così tanti individui in gioco che a volte lo script iniziale ne risulta completamente snaturato una volta giunto su pellicola. Basti pensare al produttore che ci mette i soldi e teme che determinate scelte potrebbero costargli pubblico, agli attori e ai loro agenti, alle scadenze, i problemi… Gli autori sanno già in partenza che solo una percentuale del loro lavoro rimarrà immutata. Il resto verrà selvaggiamente dilaniato da un branco di sciacalli.
Ovviamente può accadere anche il contrario: la sceneggiatura potrebbe nascere mediocre e migliorare durante le riprese o il montaggio :)

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Alessandro Campinoti
27 Maggio 2019 a 16:48

caro Lorenzo, se volessi approfondire gli aspetti pratici legati alla lavorazione, specie per capire i vari tipi di spada (lunga, corta, a due mani, bastarda, claymore etc..) e le dimensioni più consone adatte alla loro preparazione sapresti consigliarmi qualche libro competente sull’argomento?

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Lorenzo Manara
16 Giugno 2019 a 9:54

Ciao, Alessandro. Ci sono molti libri, ma il vero problema di questo argomento è la differenza lessicale fra le varie lingue e la confusione generale attorno all’argomento. Ti consiglio di partire dalla classificazione di Oakeshott ( https://it.wikipedia.org/wiki/Oakeshott_typology ), tenendo presente che il solo termine “spada lunga” tanto celebre nella cultura contemporanea assume svariati significati a seconda del contesto, la maggior parte errati. Si tratta infatti di una spada di dimensioni generose dall’impugnatura molto lunga che consente la presa a due mani, ma anche abbastanza agevole per l’utilizzo con una sola. La spada corta invece è una classificazione nata con il gioco di ruolo, che non ha un vero e proprio corrispettivo storico. Insomma, il tema è vasto e abbraccia molte lingue e culture diverse. :)

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Angie fly
25 Gennaio 2019 a 20:53

Ciao, io sto facendo una mia ricerca personale sui metalli e materiali utilizzati per i monili antico romani,etruschi del passato, mi sono imbattuta per caso sul tuo articolo hai idea per caso di come potessero creare/forgiare i fili di cui erano fatti bracciali orecchini e collane?
Grazie

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Lorenzo Manara
12 Febbraio 2019 a 21:48

Ciao, Angie. Purtroppo non sono abbastanza ferrato (Ha! battuta) sull’argomento.
Mi dispiace.

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fanwriter91
8 Agosto 2018 a 12:03

Solo una domanda: il metodo di isengard poteva essere usato in particolari contesti? (tipo, non so, la produzione dei gladi romani, che erano prodotti in serie anziché seguire la scrupolosa realizzazione da spada medievale)

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Lorenzo Manara
8 Agosto 2018 a 12:38

Il metodo “Isengard” produce armi inutilizzabili per il combattimento, di qualsiasi epoca si tratti.
Forse per creare soprammobili può andar bene.

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Enrico
2 Maggio 2017 a 21:15

Era da un po’ che mi ero incuriosito sul metodo vero (non cinematografico) con cui venivano fatte le spade nei tempi passati. Grazie.

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Lorenzo Manara
3 Maggio 2017 a 19:07

Grazie a te per essere passato di qua e aver letto l’articolo!

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claudio
26 Aprile 2017 a 2:55

Il titolo ¨Vuoi diventare un vero cavaliere?¨ non va bene giá che i cavalieri non forgiano la sua spada, quelli sono i fabbri.

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Lorenzo Manara
26 Aprile 2017 a 7:33

Il tutorial non è rivolto ai fabbri, quelli sanno già come forgiare una spada.
E poi un moderno cavaliere deve essere in grado di fare un po’ tutto, coi tempi che corrono. Una competenza in più nel curriculum non fa mai male.

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