Close

11 Aprile 2017

Il mito del martello da guerra

martello da guerra fantasy

L’arma medievale sovradimensionata grazie alla narrativa fantasy

Quando pensiamo al martello da guerra non possiamo fare a meno di immaginare un martellone da trenta chili di quelli giganteschi, magari impugnato da un barbaro con i pettorali pompati tipo Schwarzenegger. Ok, detta così suona un po’ male. Riformulo l’introduzione. Film trash e videogiochi ci hanno insegnato che i martelli da guerra sono delle armi spropositate, ma la storia è andata in maniera diversa. Com’è fatto realmente un martello da guerra?

martello da guerra rinascimentale

Martello da guerra del XVI secolo in ferro, a una mano.

Eccolo qua sopra. Questo è un vero martello da guerra; un’arma da botta che viene spesso equiparata alla mazza ma che nasconde un utilizzo estremamente diverso. Lo scopo del martello è quello di contrastare le protezioni a piastre d’acciaio concentrando l’energia del colpo in un unico punto ben preciso. Vedete com’è sottile la testa da sfondamento? E il becco retrostante? Tali caratteristiche rendevano possibile la penetrazione delle corazze che, ricordiamo, non sarebbero state neppure scalfite dai martelloni da trenta chili impugnati dagli eroi dei libri fantasy.

Uno dei primi utilizzi documentati del martello da guerra risale agli inizi del Trecento, quando in Bretagna venne combattuta una scaramuccia tra un contingente di 30 inglesi contro pari francesi. Un certo Billesort (o Bellefort) divenne famoso per essersi gettato nella mischia con un martello da guerra a due mani 1. L’utilizzo dei martelli da parte dei popoli anglosassoni è testimoniato anche da un antico poema sulla battaglia di Floddon Field:

Two Scotch earls of an ancient race,
One Crawford call’d, the other Montrofs,
Who led ten thousand Scotchmen strong,
Who manfully met with their foes,
With leaden mells (martelli piombati) and lances long.

Il martello d’armi era usato perfino dagli arcieri inglesi come arma da mischia. In questo stralcio di manoscritto appartenente all’epoca di Queen Elizabeth abbiamo una descrizione dell’intero equipaggiamento da guerra di un arciere, tra cui troviamo l’oggetto protagonista dell’articolo di oggi:

Let every man have a brigandine, or a little cote of plate, a fkull or hufkyn, a mawle of leade, of five foot in lengthe, and a pike, and the fame hanging by his girdle with a hook and a dagger. [Treatise of Martial Discipline, by Ralphe Smithe]

Letteralmente “Un martello piombato lungo un metro e mezzo“. Si trattava di una variante inastata: un mazzapicchio o più probabilmente una lucerna.

polehammer

Il mazzapicchio, martello inastato da portare a due mani.

Insomma, cominciate a farvi un’idea di come è fatto realmente un martello da guerra? Di sicuro non come l’immagine di copertina di questo articolo, esempio del trash fantasy più becero. Lo so, dovrei smetterla di prendermela con il fantasy. In fondo si tratta solo di un termine tassonomico con il quale viene identificato un determinato genere narrativo. Non è colpa del fantasy se gli autori non si documentano e danno vita a miti assolutamente infondati come sfoderare spadoni dalla schiena oppure katane che affettano la pietra. Forse dovrei prendermela con loro.

Ah, ma già lo faccio.

  1. Military antiquities respecting a history of the English army, from the conquest to the present, Francis Grose (1801)
Lorenzo Manara

17 Comments on “Il mito del martello da guerra

Nicola Ghiano
18 Febbraio 2020 a 8:50

Ciao Lorenzo,

Sarà fatto, ultimi giorni li ho passati su monetazione e valute da epoca romana a basso medioevo…lunga lunga ricerca lol nonché un paio di musei su cui mi son perso e iniziato a divagare …
I calcoli per le mappe mi Stan prendendo parecchio tempo, per revisionare vecchie memorie di geografia e aritmetica eheh

Se puoi ben volentieri, In primavera/inizio estate tornerò anch’io alle latitudini italiane.

Rispondi
Nicola Ghiano
5 Febbraio 2020 a 9:40

Ciao Lorenzo,

Molto interessante, grazie per i titoli, aggiungo volentieri qualche testo alla mia bibliografia; non fatico a credere la lista completa che hai stilato e adoperato sia alquanto nutrita :)

Vedo di trovar una copia del tuo libro qui in Nord America; curioso di vedere il risultato del tuo lavoro.

Hai mai impiegato mitologia e folclore italiano nelle tue storie?

Rispondi
Lorenzo Manara
5 Febbraio 2020 a 10:08

Ciao, Nicola. Nord America? Interessante, dove di preciso? Sono stato in California questa estate spingendomi al massimo in Utah.
Se vuoi leggere Il Ritornante lo puoi ordinare su Amazon, cartaceo o digitale, credo proprio spediscano anche laggiù :D
Il folclore italiano è antichissimo, affonda le radici negli Etruschi e nei popoli italici che hanno influenzato la mitologia romana durante la conquista. Sarebbe davvero interessante scrivere un fantasy mitologico pre-romano… e anche abbastanza originale!

Rispondi
Nicola Ghiano
11 Febbraio 2020 a 19:29

Ciao Lorenzo, scusa il ritardo nella risposta.

Vivo in Canada (Vancouver) :)
Stati Uniti ho visitato principalmente gli stati del sud: Florida, North Carolina, Kentucky…indubbiamente molto diversi dalla California.
Piaciuto il tour?

Ottimo, lo prendo da Amazon!

Concordo completamente: sto cercando informazioni a riguardo e notò sempre più come il materiale bibliografico sull’argomento in Italia sia veramente scarno…stupefacente vista l’enorme mole letteraria della nazione. Le fonti son davvero poche ed essenzialmente tramandate verbalmente a livello locale.

Rispondi
Lorenzo Manara
12 Febbraio 2020 a 8:28

Ciao, Nicola. Confesso che stavo proprio pensando di visitarlo il Canada. In Usa un bel viaggio davvero, e sono certo che lo sarebbe anche lassù dalle tue parti. Paesaggi che tolgono il fiato.
Per quanto riguarda la tua ricerca sul folklore italiano Ti assicuro che di materiale bibliografico ce n’è un’infinità. L’argomento è talmente Vasto e abbraccia così tante epoche e culture che dovresti direzionare la ricerca. Per tornare all’esempio che ti facevo sopra ci sono i popoli preromani come gli etruschi ma anche i Sanniti i nuragici, i coloni greci e tanti altri, Ognuno con i propri miti e leggende che hanno confluito poi a Roma. Sono state scritte tonnellate di pagine su di loro.
Se vai più avanti nel tempo trovi moltissimo su Medioevo e Rinascimento, fra eventi come il palio di Siena, il calcio storico fiorentino, la giostra del Saracino; ogni regione d’Italia si porta dietro un patrimonio di rievocazione sconfinato. Sul solo Palio di Siena e il calcio storico fiorentino ci sarebbe da studiare un bel po’.
Stessa cosa per quanto riguarda la spiritualità. Ci sono una marea di superstizioni, religiose e non, che variano di regione in regione, di paesino in paesino. Pensa a tutte le reliquie conservate nelle chiese e ai rituali che ancora oggi le coinvolgono, oppure alle feste e alle leggende riguardo determinati luoghi storici o naturali, conformazioni paesaggistiche a cui le persone hanno dato spiegazioni non proprio scientifiche…
Scegli un argomento e una regione, ancor meglio una città o paese, e assottiglia la ricerca, altrimenti è impossibile!
(Poi fammi sapere anche se ti è piaciuto il mio libro)

Rispondi
Nicola Ghiano
13 Febbraio 2020 a 7:37

Ciao,

Beh se aspetti ancora un mese to che Volga al termine la stagione piovosa (British Columbia) e fredda (tutto il resto…), direi che una visita la vale sicuramente.

Posso parlare principalmente solo delle due provincie che ho visitato ma son senza dubbio molto belle, ricordano l’Europa sotto molti punti di vista in termini di natura.

Se decidere di includere Vancouver tra le mete fammi sapere, se sarò ancora qui sei gradito ospite.

Hai senza dubbio ragione e includendo tutto il folklore e le tradizioni locali non si fa nessuna fatica a crederlo; nello specifico la parte che mi interesserebbe maggiormente sarebbe legata alle “fiabe” e ciò che al nord tramandano come “piccolo popolo”.

Sto cercando di andare regione per regione, ma su questi due argomenti finora ho trovato davvero poco…non per nulla le raccolte di fiabe del Basile, son poi state lungamente rivisitate e rielaborate nei secoli successivi fini ai fratelli Grimm.

Ma son sicuro ci sia molto più materiale di quanto possa passare ad una prima scrematura.

Non mancherò :) farò il possibile per trovar il tempo do leggerne almeno qualche capitolo in queste settimane.

Lorenzo Manara
14 Febbraio 2020 a 8:56

Ciao, Nicola. Tienimi informato sulla ricerca allora. Restiamo in contatto, tanto io sono sempre qui :)
E grazie per l’invito! Chissà se accade davvero di ritrovarsi a Vancouver…

Nicola Ghiano
26 Gennaio 2020 a 0:16

Iniziò col congratularmi per l’articolo e l’intento di voler diffondere un po’ di cultura storica sull’argomento, deprivando la realtà di stereotipi ed esagerazioni.

Se possibile vorrei aggiungere alcune valutazioni che ho ricercato negli anni.

Per una corporatura umana media, il gestire in battaglia un’arma da botta come quelle tipicamente fantasy (vedasi il martello da 30kg) sarebbe per l’appunto scarsamente efficiente, limitando movimenti e rendendo l’esito del conflitto alquanto scontato.

Detto questo a livello anatomico e biomeccanico un fisico strutturato come un tradizionale “nano fantasy”, avrebbe leve molto ridotte abbinate a muscolatura e articolazioni in grado di sopportare carichi di tal genere con notevole disinvoltura.
Quindi a livello logico e realistico se una tale creatura esistesse avrebbe modo di adoperare efficacemente anche un’arma di tal genere in uno scontro diretto e per un tempo prolungato.
Non ovviamente allo scopo di penetrar corazze o scudi, ma semplicemente di schiacciare, stordire e tramortire; in combinazione ad elementi perforanti come quelli adoperati nelle azze medievali, avrebbe uno spettro d’azione più ampio.

Parlando poi a livello di genere letterario il genere fantasy è per l’appunto come suggerisce la parola fantastico, basato su folclore, mitologia e realtà alternative, quindi va da se che la licenza poetica si può spingere ben oltre i limiti della logica e della fisica universalmente (attualmente) riconosciuti: creature favolistiche, magie, maledizioni….
A mio parere, non ritengo che questo vada a creare miti, se la persona che legge ha l’accortezza di usare un briciolo di senso logico: così come se leggo un fumetto di Superman non mi domando se sia realizzabile che un uomo possa e sollevare aerei, se leggo un fantasy ed un nano giostrare con un arma da 50libbre, difficilmente andrò ad associare questa nozione ad un essere umano di 60kg per 1,70 di altezza.
Prenderò l’informazione per quello che è: una creatura, che per motivi di struttura fisica, allenamento e caratteriali ha modo e sceglie di usare un’arma che sarebbe scartata a priori da un altro essere con caratteristiche differenti.

Con questo son comunque il libro a non apprezzare la mancanza di senso logico in molti libri fantasy: il fatto che sia appunto un genere favolistico e che ci sian sortilegi, draghi e quant’altro, non toglie che dare una spiegazione pratica al perché una cosa accade (applicazione di magia o fisica che sia), dia all’intera opera un senso di realtà e un maggiore spessore al libro.

Grazie ancora per l’articolo :)

Rispondi
Lorenzo Manara
26 Gennaio 2020 a 21:07

Ciao, Nicola, grazie per essere passato e aver lasciato un commento interessante. Hai ragione, nel genere fantasy accadono cose fantastiche, appunto, che non avvengono nella vita reale. E noi le accettiamo per via della cosiddetta sospensione dell’incredulità. Come dici, accettiamo che superman sradichi le fondamenta di edifici e si prenda pallottole addosso, così come possiamo tranquillamente accettare che una creatura umanoide dalla forza sovrumana impugni martelloni sovradimensionati pesanti 20kg e li usi efficacemente in battaglia. Tutto ciò è accettabile come avviene nel film del Signore degli anelli, dove tali armi sono portate dai grossi e forzuti troll. Nessuno se ne fa un problema.
Il vero problema ha inizio quando i punti di contatto fra il mondo fantastico e quello reale si allontanano, come ad esempio quando vengono ignorate le leggi che regolano la nostra vita (Indiana Jones che sopravvive a un’esplosione nucleare dentro un frigorifero, gli stormtrooper che non colpiscono mai una volta i protagonisti, Sauron che cattura Gandalf e invece di ucciderlo, menomarlo o fare qualsiasi altra azione degna di un Signore Oscuro lo rinchiude in una gabbia, ecc..)
i punti di contatto sono rappresentati da qualsiasi elemento, fisico, scientifico, ma anche psicologico come ad esempio il comportamento dei personaggi in determinate situazioni.
Insomma, gli elementi fantasy godono della sospensione dell’incredulità nel momento in cui sono coerenti con le leggi del mondo inventato e con le leggi del mondo reale laddove queste non sono state specificate.
Come dici bene tu, sono questi dettagli che danno spessore all’opera e la rendono realistica nonostante vi siano draghi e folletti.
:D

Per concludere il discorso sul martello gigante: facciamo il paragone con una spada. Un uomo è in grado di maneggiare bene una spada a una mano se questa pesa 1kg, massimo 1kg e mezzo. Considerata la grandezza della testa di metallo di quel martellone fantasy che ho messo in copertina direi che una tale arma non pesa meno di 10kg. Un piccolo incudine inastato, in pratica. Per poter essere maneggiata allo stesso modo in cui un umano maneggia una spada, il nano deve essere forte 10 volte tanto. Significherebbe che il nano potrebbe sollevare oggetti pesanti quanto automobili. E, per carità, non ci sarebbe niente di male, dopotutto stiamo parlando di un’opera fantastica. Non mi pare però che i tipici nani da romanzo fantastico siano così. Ed ecco la stonatura, la coerenza non rispettata che assieme a tutti gli altri problemi rovina l’immersione.

Rispondi
Nicola Ghiano
26 Gennaio 2020 a 23:08

Ciao Lorenzo,

Grazie a te, piacere mio.

Totalmente d’accordo, Non potrei definirlo meglio.
È infatti quando si tenta di dar credibilità “reale” che l’esagerazione fine a se stessa toglie del tutto il piacere e la coerenza all’opera in se.
Mi domando spesso chi scriva le sceneggiature di quei film e cosa lo spinga a far queste sparate, nonostante non necessitino minimamente ne influiscano sulla qualità del Film e della storia (anzi)

Se è presumibilmente di un classico metallo di impiego medievale, senza dubbio, calcolando una mazza da cantiere sui 10 kg, vedrei un buon 30-40kg per una mole del genere :), il che richiedono ovviamente che il manico sia alquanto corto e come dici una forza tale da sollevare un auto.
Considerando lo stacco di un power lifter professionista, un fisico più tarchiato, alto circa la metà e con muscolatura doppia (per intendersi versione bassa di un partecipante alla competizione “strongman”), non avrebbe problemi di sorta in tal senso.

Nella letteratura fantasy come giustamente dici, a parte Tolkien ed Heinz, non si vedono molte creature che potrebbero avere caratteristiche simili.

Quelli da videogioco mmorpg, sarebbero più verosimili.

Una domanda, hai mai trovato testi o documentazione storica europea con armi di tale “stazza”: Martelli, mazze o asce che sia…?
Uniche fonti storiche ne ho trovate in Cina e Giappone

Rispondi
Lorenzo Manara
29 Gennaio 2020 a 8:10

Ciao, Nicola. Più o meno siamo arrivati alla stessa conclusione riguardo il fisico necessario a impugnare tale martellone. Ho dei dubbi sulla reale capacità di utilizzo, perché un conto è possedere la forza per sollevarlo, un altro di agitarlo in battaglia (usando un solo braccio? E il polso?).
Forse i nani di Warhammer sono i più adatti in tal senso, carichi di muscoli e con braccia tipo gorilla.
Ora che ci penso mi sembra di ricordare le miniature di alcuni libri medievali che raffigurano clave bitorzolute da impugnarsi a due mani. Questa è l’unica arma del genere che mi viene in mente in questo momento. Tuttavia molte raffigurazioni miniate sono da prendere con le pinze poiché spesso frutto dell’immaginazione del miniaturista che magari non aveva la possibilità di fare molto “disegno dal vero” in fatto d’armi

Rispondi
Nicola Ghiano
31 Gennaio 2020 a 21:34

Ciao Lorenzo.

Precisamente !

Le raffigurazioni che fanno ad una mano tipo Thor son alquanto inverosimili proprio come dici per via delle articolazioni e del carico dato dalla leva negativa generata.

A mio modesto parere l’utilizzo sarebbe anche in una tale circostanza più plausibile come arma a due mani, esattamente come si usa una mazza da 10 kg per piantar palizzate. Usando il moto stesso dell’arma in rotazione se ne sfrutta ovviamente meglio il “momento della forza” riducendone il braccio.
Ergo senza andare a sollecitare l’articolazione in movimenti bruschi, si riesce ad imprimere il massimo della forza.
Va da se che se riesco a piantare un palo spesso un palmo nel terreno con una mazza da 10, effetto proporzionale lo avrà una mazza da 30…quasi come un maglio da forgia industriale.
Impugnandola quindi come una normale ascia da boscaiolo o appunto mazza da cantiere, l’effetto come arma da botta sarebbe devastante.

Agitarlo oltretutto avrebbe poco senso pratico/logico dato che andrebbe a esporre pericolosamente a contrattacchi, visto appunto la minore rapidità di movimenti che garantisce.
Han usato dopotutto armi similari e altresì pesanti come mazze d’Arme, mazze “pesanti”, pernach, morning start etc a lungo, nonostante non sian certo tra le armi più maneggevoli.
A livello pratico non penetrerà mai un’armatura ne ovviamente una cotta, ma un colpo su un elmo, l’articolazione di gamba, spalla o su uno scudo sarebbe estremamente traumatico.
Abbinato al fatto che per forza di cose un nano avrebbe statura ridotta rispetto a quasi qualunque opponente, risulta logico pensare che rivolgerebbe appunto l’attenzione al tentativo di colpire ginocchia per poi finire con un colpo al capo.
In tal caso potrebbe tenere la testa dell’arma vicinissima alla sua mano principale, aumentando la forza impressa in modo considerevole.
Con l’aggiunta di un becco e uno sperone, come un azzardo o un martello d’arme avrebbe anche impiego per stoccate e penetrazione (come hai già descritto alle varie domande che ti Han posto)
Sarebbe interessante sviluppare un modello anatomico realistico bilanciato a usare armi di tal genere.

Questo è ciò che immaginerei io, basandomi su ciò che ho visto come test e ciò che ho letto.

Ah una clava a due mani..capito
Sicuramente avevan già il loro “fantasy” all’epoca e nutrivan non poco i fatti con qualcosa di più leggendario.
Ci son alcune foto storiche di mazze in Giappone (impugnate) lunghe quasi 2 metri..fatte come una via di mezzo tra una spada de kendo ed una mazza a 4 coste.

Posso chiedere Che testi hai adoperato per far ricerche per i tuoi libri ?

Lorenzo Manara
4 Febbraio 2020 a 13:15

Ciao, Nicola. Per scrivere Il Ritornante non ho usato testi in particolare. Diciamo che mi è servito tutto ciò che è presente qui sul blog, ogni saggio o documento letto ha contribuito alla scrittura. Per quanto riguarda le armature Santi Mazzini è forse l’autore che ho consultato di più. Ma al momento non saprei davvero identificare tutti i libri che mi sono stati utili. Ad esempio me ne viene in mente uno che è Storia del paesaggio agrario italiano di E. Sereni che ho riletto per la stesura di un capitolo, una roba così settoriale e specifica che ti fa capire quanto sia difficile fare un elenco.
Che poi a ripensarci mi sarà stato utile per una frase e poco più.

fanwriter91
11 Luglio 2018 a 14:50

Quindi, se ho capito bene, quando usi un martello di dimensioni ridotte riesci a concentrare tutta l’energia in un sol punto?

Rispondi
Lorenzo Manara
11 Luglio 2018 a 15:05

Il martello da guerra nasce per contrastare le armature di piastre, concentrando molta energia esplosiva in un unico punto.

Rispondi
Falappa
5 Luglio 2018 a 18:40

Perchè trash??
Scusa, se non è verosimile è trash?

Rispondi
Lorenzo Manara
8 Luglio 2018 a 22:10

L’esagerazione è uno degli elementi cardine della parodia. Nei vecchi spettacoli comici si usava enfatizzare gli arnesi ingigantendoli, pensa ad esempio ai martelloni in spugna che usavano i clown o che si comprano a carnevale. In un romanzo storico non mi aspetto di vedere uno di questi martelli, e nemmeno in un fantasy basato su un mondo medievale europeo. Piuttosto mi va bene se usato in un’opera grottesca, dove molti elementi sono esagerati e, quindi, trash.

Rispondi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.