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1 Marzo 2017

Lo Stuka e le trombe di Gerico

trombe di gerico

Quando lo Junkers Ju87 scendeva in picchiata, le trombe di Gerico annunciavano il bombardamento

Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d’ariete davanti all’arca; il settimo giorno poi girerete intorno alla città per sette volte e i sacerdoti suoneranno le trombe. Quando si suonerà il corno dell’ariete, appena voi sentirete il suono della tromba, tutto il popolo proromperà in un grande grido di guerra, allora le mura della città crolleranno e il popolo entrerà, ciascuno diritto davanti a sé.” Libro di Giosuè – Antico Testamento

Avete presente il suono dell’aereo in picchiata? Quella specie di ululato che sentiamo spesso nei film di guerra, poco prima del bombardamento? Una sirena assordante, che cresce di intensità all’avvicinarsi dell’aeroplano: ecco, quel suono è dovuto alle “trombe di Gerico”.

Le trombe di Gerico sono delle vere e proprie sirene applicate al ventre dell’aeroplano. Sono azionate dal flusso d’aria, e il loro impiego venne congegnato per la prima volta durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu il colonnello generale a capo del servizio tecnico della Luftwaffe ad avere l’idea (e secondo alcuni fu Hitler in persona). Ma qual era la funzione di questi dispositivi? Semplice: terrorizzare l’avversario.

Immaginate di essere un comune abitante europeo durante il secondo conflitto mondiale. Immaginate di vivere in città e di sentire per la prima volta quel particolare suono di sirena; dapprima lontano e flebile, poi sempre più vicino e prorompente. Subito dopo cominciano a saltare in aria i palazzi. E’ terribile, non trovate? Ecco, immaginate che accada una seconda volta. E una terza. Provate a pensare di dover vivere questa situazione più volte alla settimana per un intero mese. Che significato potrebbe mai assumere il suono di quella sirena per il vostro cervello?

Non tutti gli aeroplani montavano le trombe di Gerico. Anzi, a dir la verità in principio vi era un solo modello che poteva vantare (se così si può dire) un simile accessorio. Era lo Junkers Ju87, detto “Stuka”, un aereo da combattimento in picchiata. Era una macchina volante dalle qualità eccellenti, solida e robusta. Come dice il nome, il suo impiego era utilizzato nel bombardamento in picchiata; una tecnica che richiedeva un pericoloso tuffo quasi in verticale (di questo ne parlerò in un altro articolo). A parte lo Stuka e pochi modelli in qualche altra guerra, le trombe di Gerico non sono state più utilizzate. Ma allora perché sono così comuni nei film?

Il discorso sugli effetti sonori nei film è estremamente vasto. Decenni di cultura cinematografica hanno impresso nell’immaginario collettivo una “grammatica del suono” che ormai siamo abituati a riconoscere senza neppure accorgercene. Vi faccio un esempio. Se nel film appaiono dei topi, allora si sentiranno un sacco di squittii. Obbligatorio. Ogni volta che appare un topo su schermo dalle casse audio si diffonderà lo squittio. Stesso discorso se appaiono dei ragazzi in bicicletta: si udirà sempre uno scampanellio.

Il motivo di questa ossessione acustica è semplice: a (quasi) ogni elemento in scena deve essere associato un suono. Questo va perfino a discapito del realismo, come nel caso del pugnale che viene impugnato dal cattivo di turno. Conosciamo tutti il tipico suono del metallo che struscia quando una lama viene estratta dal fodero, ma pensateci bene: come può produrre rumore metallico la lama di un coltello che struscia sul cuoio? O che esce dalla tasca di un pantalone?

La nostra mente è abituata a questi suoni. Se durante la proiezione mancassero gli squittii e gli scampanellii ce ne accorgeremmo. La scena ci sembrerebbe strana, finta. Eppure nella realtà sappiamo benissimo che i topi non squittiscono ogni volta che si muovono, così come i ciclisti non scampanellano a ogni pedalata. Si tratta di un paradosso che ci consente di immergerci nella narrazione, un espediente cinematografico che piega la realtà per farla sembrare più “reale”.

Anche gli aerei subiscono lo stesso trattamento. Se stiamo guardando un film di guerra e il triplano del Barone Rosso si tuffa in picchiata, ci aspettiamo che produca l’ululato dello Stuka e guai se non accade. Non ce ne frega niente delle trombe di Gerico e del fatto che non siano mai state montate su nessun triplano nella storia dell’aviazione mondiale.

Un’ultima curiosità. Perché “trombe di Gerico”? Il termine richiama il passo dell’Antico Testamento nel quale si fa riferimento alla caduta di Gerico, cinta d’assedio dagli israeliti. Le mura della città crollarono al suono delle cosiddette sette trombe, suonate da sette sacerdoti per sette giorni di fila. Alla presa della città, la popolazione fu votata allo sterminio completo. Insomma, si parla tanto dei nazisti, ma anche nell’Antico Testamento mica scherzavano…

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte.
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