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18 Ottobre 2016

L’immunità di trama

immunità di trama

Ovvero quando manca ancora metà libro e il protagonista non può morire

Lo abbiamo pensato più di una volta. Mentre siamo al cinema, davanti alla televisione, leggiamo un libro o un fumetto. Succede che siamo nel vivo della storia e i personaggi principali se la passano male, magari rischiano pure di morire. Dovrebbe essere un momento ricco di emozione, però avviene qualcosa nel nostro cervello. Improvvisamente smettiamo di preoccuparcene. Perché dovremmo essere preoccupati per gli eroi della storia? Manca ancora mezzo film, non possono mica morire adesso. Ebbene, signori, questa è l’immunità di trama.

Il cervello umano è un gran casino. Non si capisce ancora come cacchio faccia a funzionare quella roba: un ammasso molliccio rinchiuso in una calotta cranica con tutti quegli impulsi e sinapsi; il lavoro, la scuola, i soldi, le rate, i saldi su Steam, il pane da prendere ma è tardi e hanno finito quello fresco… Tanti pensieri affollano la mente, rubano tempo, distraggono. E’ difficile intrattenere un cervello. E’ ancora più difficile intrattenerlo per la durata di un film o, per carità, leggere un libro. Perciò l’intrattenimento mentale, di qualsiasi cosa si tratti, è una professione che deve essere prodotta a regola d’arte. Se verso la metà del film tiriamo fuori la storia dell’immunità di trama c’è qualcosa che non va.

Ma facciamo un passo indietro. Cos’è l’immunità di trama, esattamente? Non si tratta della semplice invulnerabilità di un personaggio, come accade con superman. Quando superman si becca le pallottole dritte negli occhi e il piombo si spiaccica inutilmente sulla pupilla per poi rimbalzare a terra, va tutto bene. Lui è fortissimo ed essere fortissimo fa parte del suo personaggio. Il nostro cervello lo accetta. Diversamente accade, invece, con Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo detto anche Indiana Jones 4 oppure Ommioddio lo hanno fatto davvero.

Indi affronta sparatorie uno contro venti, viene lanciato con un razzo supersonico privo di protezione e sopravvive a un’esplosione nucleare rinchiuso dentro un frigorifero: il nostro cervello vacilla. Dopo tutte queste cose non crede più a ciò che sta vedendo. Crolla la cosiddetta sospensione dell’incredulità. Qualsiasi cosa accada da quel momento in poi, non ci sarà più alcun coinvolgimento emotivo da parte nostra.

immunità di trama

Gli stormtroopers sono perfetti per rompere la sospensione dell’incredulità. Avessero mai beccato un personaggio principale con quelle pistolette.

Quello che accade con Indiana Jones 4 è che il protagonista della storia gode della cosiddetta immunità di trama. Noi spettatori lo notiamo forte e chiaro, e quindi non temiamo per la sua sopravvivenza. Questo non vuol dire, però, che tutti i protagonisti della narrativa mondiale posseggano l’immunità di trama. Le buone storie, quelle fatte bene, non permettono di rilassarsi sulla poltrona. Ci tengono in ansia, impediscono al cervello di distrarsi. Come ad esempio accade con Game of Thrones.

In Game of Thrones nessun lettore penserebbe mai che i protagonisti siano invincibili solo perché, appunto, protagonisti. Martin ha fondato il proprio mondo sul realismo, convincendoci che chiunque può morire. In GoT una spada uccide davvero, così come una freccia o un minuscolo pugnale. Nel film Ommioddio lo hanno fatto davvero un pugnale non spaventerebbe nessuno. E’ esplosa una bomba atomica e non è successo niente, perché dovrei avere paura di un pugnale?

Questo, signore e signori, è il concetto di immunità di trama. La prossima volta che una storia vi trasmetterà una simile sensazione saprete il perché :)

“Abbiamo quattro o cinque personaggi principali su questa nave, non credo che ci succederà niente…” Peter Griffin, Something something something Dark Side

Lorenzo Manara

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