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9 gennaio 2018

Il mito del colasangue

colasangue spada

Quando la mischia si fa così violenta che sulla spada devono scorrere litri di sangue

Lo sguscio, chiamato anche “colasangue”, è quella scanalatura che corre lungo tutta la lama, dalla guardia fin quasi alla punta. E’ presente in moltissimi esemplari di spada e ha sempre fatto parlare di sé grazie al macabro motivo per il quale si crede sia stata inventata: far colare il sangue sull’acciaio in maniera più efficace.

Come alcuni di voi avranno già intuito, si tratta di una cazzata.

Questa scanalatura dal nome caratteristico non serve a far sgorgare sangue dalle viscere del nemico. E non serve nemmeno a trattenere un’eventuale dose di veleno. Qualche tempo fa, ho letto su un sperduto forum nei bassifondi di internet che la presenza del colasangue dovrebbe consentire al veleno di raccogliersi al centro della lama. Magari per evitare che coli sul pavimento nei momenti più concitati. Be’, si tratta di una diceria che non ha alcun fondamento storico né tanto meno scientifico.

C’è un’unica ragione per la quale le spade possiedono uno sguscio al centro esatto della lama, ed è un motivo così semplice da sembrare quasi disarmante (Ha! Disarmare. Ho fatto la battuta). La verità è che il colasangue serve solo e unicamente a ridurre la massa di metallo per alleggerire la spada. Tutto qui.

colasangue spada

Esempio di spada lunga dal duplice sguscio sulla lama.

Quello del colasangue è un mito abbastanza cretino. Come si può credere al sangue che cola tipo grondaia lungo tutta la spada? Quando mi vengono a raccontare che nel Medioevo si vestivano sempre e solo di marrone non mi scandalizzo più di tanto. Faccio di sì con la testa e me ne sto zitto, aspettando il momento migliore per cambiare argomento. Ma con il “colasangue” è diverso. Quello proprio non ce la faccio a sopportarlo.

Perciò aiutatemi. Condividete questo articolo. Magari nel gruppo facebook “amici dei coltelli da caccia” e vediamo che succede.

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte. Nel 2018 ha firmato un contratto con una casa editrice di Londra per la pubblicazione del romanzo "Il Ritornante".
Lorenzo Manara

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