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17 settembre 2018

Il mito della mappa del tesoro

mappa del tesoro pirati

Molti pensano che i pirati nascondessero il proprio bottino sottoterra per poi segnare la posizione su una mappa del tesoro: ma è la verità?

Grazie alla popolarità del romanzo L’isola del tesoro e al filone narrativo sulla pirateria, molti pensano che bucanieri e filibustieri erano soliti salpare per le isole più remote dei sette mari lasciando dietro di loro una gran quantità di forzieri sepolti, ricolmi di dobloni e gioielli. Sempre secondo la tradizione i pirati usavano segnare la posizione del loro prezioso bottino su un’affascinante mappa del tesoro. In verità però, tutto questo accadeva di rado. Anzi, non accadeva affatto.

Uno dei pochi tesori sepolti di cui abbiamo notizia apparteneva al capitano William Kidd, che nel 1699 salpò per una piccola isola al largo della costa statunitense dove nascose parte della sua fortuna nel celebre luogo chiamato Cherry Tree Field. Tuttavia egli non disegnò alcuna mappa né tanto meno riuscì a godersi il denaro, poiché il tesoro venne subito ritrovato e William Kidd venne appeso per il collo pochi anni più tardi.

L’unico oggetto pervenuto fino a noi che assomiglia più di tutti a una vera mappa del tesoro è la Pergamena di Rame: uno dei manoscritti del Mar Morto. Tale pergamena, incisa su due rotoli in rame, elenca 64 luoghi nei quali sono stati sepolti grandiosi tesori in oro e argento. Gli storici credono sia stata scritta intorno all’Anno Zero e sfortunatamente nessuno è mai riuscito a scoprire la posizione di queste antiche ricchezze. Le descrizioni sono di difficile interpretazione e, al contrario di quanto accade sui libri d’avventura, non vi è nessuna croce su cui iniziare a scavare.

Insomma, scordatevi i trenta passi da fare dopo aver raggiunto l’albero dell’impiccato. Sono convinto che un vero pirata non avrebbe mai seppellito il proprio tesoro; meglio spendere dobloni in donne e rum che lasciarli marcire sotto la sabbia, non trovate?

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte. Nel 2018 ha firmato un contratto con una casa editrice di Londra per la pubblicazione del romanzo "Il Ritornante".
Lorenzo Manara

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