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19 Gennaio 2016

La stesura di un romanzo: diamo i numeri

terzo libro

Vogliamo esternare i pensieri del novello scrittore pianificatore? E facciamolo.

Ce l’ho quasi fatta. Duemila parole al giorno, un capitolo ogni due giorni per un totale di ventotto capitoli. Centotrentamila parole, più di ottocentomila caratteri. Ho iniziato a scrivere il sedici novembre duemilaquindici e concluderò il ventuno gennaio duemilasedici. Fanno sessantuno giorni, di cui cinquantasei passati effettivamente davanti al PC a scrivere. Cinque giorni di ferie, di cui uno non era Natale. Sì, ho scritto duemila parole nel giorno di Natale.

Duemila parole scritte in una media di tre o quattro ore, a seconda della mia capacità e predisposizione giornaliera. Precedentemente avevo compilato la scaletta e raccolto gli appunti di documentazione, sennò ci sarebbe voluto il doppio. La scaletta è divisa per capitoli, ciascuno con la trama sintetizzata in mezza pagina; con una scaletta a parte per le trame secondarie. Schede dei personaggi su fogli singoli e schede degli ambienti. Poi i miei fidati manualoni di storia che senza mi sento nudo.

Centotrentamila parole equivalgono più o meno al terzo libro della saga del Signore degli anelli: Il Ritorno del Re. Grazie all’impegno e ad abbondanti dosi di cocaina sono riuscito a scrivere centotrentamila parole in sessanta giorni. No, dai, senza la coca. Che non c’ho i soldi manco per le vigorsol, figuriamoci.

Lo so quello che state pensando: No, non sono disoccupato. Oltre a scrivere ho un lavoro vero. Faccio queste duemila parole appena torno a casa, mi fiondo sulla sedia e comincio. A volte è frustrante, altre volte è noioso, ma si deve fare punto e basta. E poi mi è preso un dolore all’osso sacro, credo. Di sicuro c’entra la schiena. Scrivere fa proprio male: mi raccomando, non fatelo voi che ci seguite da casa.

Insomma, manca l’ultimo capitolo che concluderò domani l’altro. Ah, che liberazione. Farei i salti di gioia se non sapessi quello che mi attende. Perché il peggio deve ancora venire: l’editing. Dovrò correggere tutta la merda che ho tirato giù in sessanta giorni. E non ditemi che avrei potuto fare più lentamente per scrivere meglio. Perché la prima stesura fa sempre schifo. Sempre.

Ed eccoci qua, ancora una volta ho sbrodolato un articolo senza senso. Tanto per farvi capire qualcosa, finora ho parlato del terzo libro della saga Il Ritornante, che si chiamerà: Il Gran Diavolo. Domani l’altro finisco la prima stesura e lo metto da parte, cominciando subito con il quarto. Così ho il tempo di dimenticarmi questo qua e tornarci con la mente fresca, per fare tanti bei segnetti rossi. Sul monitor. Perché sono pazzo.

E concludo qui, per oggi. Torno alla mia dose di vigorsol. A voi in studio.

*Aggiornamento del 11 marzo 2018. Due anni dopo.
Ho riscritto completamente il libro, perché faceva schifo.

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara ha scritto il suo primo romanzo nel 2012 e da allora non può fare a meno di sedersi davanti alla tastiera del computer, la sera, per scrivere storie d'avventura fino a tarda notte. Autore del romanzo Il Ritornante.
Lorenzo Manara

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2 Comments on “La stesura di un romanzo: diamo i numeri

Conte Gracula
28 Gennaio 2016 a 13:18

Duemila parole al giorno? Complimenti! Io ci riesco solo in giornate di grazia, certe volte non riesco a scriverne nemmeno una >_<
In compenso, mi diverte ripulire la prima stesura – in realtà, rivedere le porcate che ho scritto mi piace molto più che scriverle la prima volta. Devo essere un editor mancato, più che un aspirante scrittore :P

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Lorenzo Manara
28 Gennaio 2016 a 14:00

Ti diverti a ripulire la prima stesura?! Complimenti allora. O sei un editor mancato oppure il nuovo Manzoni :D

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