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5 Febbraio 2020

Il Signore degli Anelli: le curiosità del film

Il Signore degli Anelli curiosità

Da Aragorn che si rompe un piede a Sam che perde la parrucca: Il Signore degli Anelli di Peter Jackson ha generato una quantità industriale di situazioni spassose (talvolta pericolose!)

Il Signore degli Anelli è il capolavoro della letteratura fantasy che tutti conosciamo e che da poco è tornato a far parlare di sé grazie ad Amazon. Il colosso dello shopping online ha infatti comprato i diritti cinematografici della saga per una cifra astronomica, iniziando le riprese di quella che sarà la serie tv più costosa della storia.

Prima di Amazon però qualcun altro si è cimentato nella non facile impresa di trasporre i libri di Tolkien su schermo. Stiamo parlando di Peter Jackson, che in circa otto anni di lavorazione1 ha tirato fuori tre pellicole che riescono a interpretare l’opera dell’autore inglese modernizzandola e addirittura migliorandola; stiamo parlando di un’impresa durata anni, che ha coinvolto un numero impressionante di professionisti di qualsiasi tipo, dai fabbri agli scultori di miniature… infatti quasi tutto ciò che si vede nel film è stato realizzato per davvero!

Quest’opera titanica ha generato una quantità industriale di situazioni spassose (e talvolta pericolose), che gli autori si sono divertiti a inserire nel dietro le quinte dell’opera, per un resconto che dura decine e decine di ore. In questo articolo voglio riportarvi le curiosità che mi hanno colpito di più. Alla carica!

Perdere le impronte digitali

Se c’è una cosa per la quale era ossessionato Peter Jackson è il realismo. Il regista della saga cinematografica de Il Signore degli Anelli voleva che fosse tutto vero. Questo significa (fra le altre cose) cimentarsi nella produzione di una delle più vaste collezioni di armi e armature che siano mai apparse su schermo. Ogni lama era forgiata da maestri armaioli che lavoravano il metallo incessantemente, anno dopo anno. Armi e armature vere in tutto e per tutto a parte un piccolo dettaglio: non erano affilate. Giustamente, direi.

Spesso nel cinema si utilizzano surrogati per comodità, ma non è questo il caso della trilogia dell’anello. Perfino le armature in maglia di ferro, composte da innumerevoli anellini intrecciati fra loro, venivano realizzate nel modo più realistico possibile. C’è solo un problema: si tratta di un processo artigianale, che per forza di cose deve coinvolgere la manodopera.

Ed è per questo che due costumisti vennero ingaggiati per l’unico e nobile ruolo di “intrecciatori di anellini”. Seduti a un tavolo dinnanzi a una matassa di materiale sfuso hanno intessuto armature per due anni di fila, realizzando maglie di ferro per Goblin, Uruk-Hai, Elfi, cavalieri di Rohan, di Gondor e tutti gli eroi presenti sulle pellicole.

Un’armatura da orco in media possedeva 13.000 anellini e necessitava di 3 giorni per essere completata. In totale questi due eroi dell’intreccio hanno fabbricato una catena che se messa insieme misurerebbe un totale di 11 chilometri. Come è possibile conoscere questa cifra? Semplice, il fornitore del materiale vendeva al metro e alla fine delle riprese è bastato fare la somma di tutto ciò che è stato ordinato.

Come se non bastasse i due costumisti si sono ritrovati le impronte digitali cancellate del tutto, a causa del continuo sfregare. Successivamente hanno candidamente affermato che si è trattato del lavoro più bello che abbiano mai svolto e che tornerebbero volentieri a rifarlo.

Ferite di guerra: il piede di Aragorn

Aragorn si rompe un piede ne Il Signore degli Anelli
AAAAAARGH!

Peter Jackson voleva il massimo non soltanto dai lavoratori, ma soprattutto dagli attori. E Viggo Mortensen è l’uomo perfetto per questo genere di produzioni estreme. La sua determinazione e l’amore per il lavoro sono proverbiali, a cominciare dalle conseguenze che ha dovuto sopportare per via di questo continuo oltrepassamento di limiti.

L’evento che lo ha reso più celebre sotto questo aspetto è la ferita che si è procurato calciando un elmo di orco, nella scena in cui apprende della probabile morte di Merry e Pipino.

Peter Jackson gli aveva chiesto di calciare l’elmo in direzione della telecamera, il più vicino possibile all’obbiettivo. Aragorn lo ha preso in parola e ha tirato calci per tutta la mattina. Arrivato all’ultimo calcio della sessione, forse per l’esasperazione, Aragorn ha calciato così forte da rompersi due dita del piede.

Nonostante questo però ha continuato a recitare, trasformando il dolore per il piede in un grido di disperazione in ricordo dei due hobbit. Il regista e gli operatori si sono guardati stupefatti per una simile interpretazione, affermando che sicuramente avrebbero messo quel grido nel film.

Ma Viggo, caduto in ginocchio, non accennava ad alzarsi neanche dopo il taglio del regista. Fu a quel punto, a macchine spente, che avvertì la troupe di avere un “problemino”.

Boromir e le lunghe (lunghissime) camminate in solitaria

Durante le riprese de Il Signore degli Anelli, la Compagnia dell’Anello c’è una scena che si svolge nella neve, su una delle stupende montagne della Nuova Zelanda. La scena è quella in cui la compagnia cammina faticosamente nella neve e Frodo rotola giù perdendo l’anello.

Ecco, per ottenere delle fotografie così meravigliose la troupe e tutti gli attori erano costretti a farsi un bel giro in elicottero fin lassù. Le riprese di quella singola scena (che su pellicola dura pochi secondi) durarono giorni.

Nonostante la maggior parte degli attori fosse entusiasti all’idea di volare, Merry e Pipino soprattutto, c’era qualcuno che era assolutamente contrario: Sean Bean.

L’attore che interpreta Boromir odia prendere l’elicottero. Non ce la fa, è più forte di lui: una fobia che gli impedisce di metterci su piede anche per brevi tragitti. Quando comunicò la notizia a Peter sembrava che non ci fossero altre soluzioni: Sean avrebbe dovuto farsela a piedi.

E così fece. Dopo essere stato truccato e vestito al campo, Boromir s’incamminava da solo per le lande desolate della Terra di Mezzo, in direzione dei picchi nevosi dove lo attendeva la compagnia dell’anello.

Merry e Pipino dicono di essersi fatti delle grasse risate mentre erano in elicottero e sotto di loro scorgevano un minuscolo Sean, vestito di tutto punto, che si arrampicava sulle rocce.

Ferite di guerra 2: la costola di Legolas

Legolas si rompe una costola ne Il Signore degli Anelli

Un film impegnativo come quello de Il Signore degli Anelli, pieno di combattimenti ed esplorazioni nelle aree più selvagge della Nuova Zelanda, non poteva lasciare illesi i suoi protagonisti. Ciascuno di loro ha riportato almeno una ferita dovuta a qualche incidente. Quelli più divertenti sono di certo capitati a Legolas e Sam.

Le scene a cavallo, dove Legolas trasporta uno scorbutico e pesante Gimli, sono state registrate in un modo molto particolare per rendere le proporzioni fra le due razze più realistiche. Il Gimli a cavallo, infatti, è una controfigura di statura ridotta, truccata alla perfezione.

Si tratta di un peso del tutto incomparabile rispetto all’attore che interpreta originariamente Gimli (John Rhys Davies è alto più di un metro e ottanta), ma considerando l’armatura, le vesti, l’elmo e le varie asce perfino la controfigura di un metro e quaranta pesava un bel po’. Ed è proprio a causa di questo che Orlando Bloom ha sentito un bel crack!

Durante una galoppata, Orlando Bloom cade da cavallo e atterra senza riportare gravi danni. L’incidente sarebbe finito con una risata se non fosse che la controfigura, carica di equipaggiamento come un vero nano da battaglia, non gli fosse piombato addosso sulle costole.

Al contrario di Viggo Mortensen, vero esempio di stacanovismo, si dice che Orlando Bloom non si tratteneva affatto dal lamentarsi con tutti per il dolore. E questo gli è costato lo scherno da parte degli altri attori.

Uruk-Hai allo stadio de Il Signore degli Anelli

Come ricreare il suono di 10.000 Uruk-Hai che gridano e strepitano prima di lanciarsi nella sanguinosa battaglia del Fosso di Helm? Utilizzando qualche comodo metodo digitale seduti davanti al PC? Ma no, la cosa migliore è coinvolgere un intero stadio durante una partita di Cricket.

L’ormai incontrastabile Peter Jackson e il suo team di tecnici del suono fecero una comparsata allo stadio di Wellington, durante una partita di cricket. Durante l’intervallo il regista chiese aiuto alla folla di 20.000 spettatori per interpretare gli Uruk-Hai.

Le parole nella lingua oscura furono proiettate sui maxi schermi e i fan sportivi si sono dilettati nell’eccezionale performance che possiamo ammirare nel film. Facile, no?

Ferite di guerra 3: il parrucchino di Sam

Un altro episodio di Medici in prima linea coinvolge lo sfortunato Sean Astin, l’attore che interpreta Samvise, che dopo essersi conficcato un vetro nel piede nella scena conclusiva del primo film, sulle rive del fiume, si vede strappare dal cranio la parrucca tenuta assieme con litri e litri di colla. Ma andiamo con ordine.

Gollum è un personaggio digitale, tuttavia in ogni scena è stato impersonato da Andy Serkis come riferimento per gli attori coinvolti. Considerata la “fisicità” del personaggio, la performance di recitazione davanti a un blue screen sarebbe risultata fiacca per Elijah e Sean.

Per questo Andy era sempre presente e ci metteva anima e corpo nel recitare una parte che tutti credevano provvisoria e che sarebbe stata sostituita con la rispettiva digitale (cosa che poi non avvenne).

Andy era così calato nella parte che durante le scene di lotta si avvinghiava e si dimenava proprio come avrebbe fatto Gollum nella realtà. Ed è proprio in uno di questi momenti concitati, che Andy ha afferrato la parrucca di Sean e l’ha tirata così forte da staccargliela dalla cute.

Quando Sean ha visto le gocce di sangue colare sulla fronte se n’è andato dal set, incazzato nero con Any.

I due non si sono parlati per un bel po’.

Frodo versione Gollum

Frodo truccato come Gollum

In una delle fasi iniziali di scrittura era previsto che un flashforward nel film Le due torri anticipasse le fattezze di Frodo nel caso in cui l’hobbit avesse tenuto per sé l’anello invece di compiere la missione affidatagli a Granburrone. Un What If che sarebbe servito al pubblico per comprendere la gravità di portare un tale fardello.

La scena venne effettivamente girata, ma non vide mai la pellicola definitiva. Tuttavia esistono le foto di Elijah, truccato come Gollum, divenuto anch’esso schiavo dell’anello.

Gollum, Smeagol e Andy Serkis

Il personaggio di Gollum era stato concepito per la realizzazione digitale. Come avviene di solito, gli attori avrebbero dovuto recitare facendo finta che egli fosse lì con loro, per poi attendere la post-produzione e vederselo comparire di fianco grazie alla magia dell’animazione. Una sorta di gioco dei mimi.

Come sempre però, Peter aveva qualche riserva a riguardo. Per raggiungere il tanto ricercato realismo, Peter volle girare tutte le scene che coinvolgevano Gollum due volte: una volta nel vuoto, con Frodo e Sam che facevano finta, e una volta assieme a una controfigura vestita in green screen, che avrebbe recitato assieme a loro per aiutarli a rendere le cose più verosimili.

Per il ruolo venne scelto Andy Serkis. Un personaggio alquanto strano, ma dedito in tutto e per tutto al proprio lavoro. Egli era stato chiamato solamente per indossare una tuta che avrebbe facilitato la rimozione digitale della sua figura dallo schermo e offrire agli attori qualcosa di “fisico” da guardare, acchiappare, toccare, ecc…

Tuttavia Andy fece molto di più. Diede vita al personaggio inventandosi la sua caratteristica voce, delineando l’atteggiamento e modificando perfino azioni e parti di script che secondo lui funzionavano meglio.

Terminate le riprese, Peter Jackson visionò tutto il materiale e si rese conto che le scene che contenevano Andy erano le migliori. Il team di animatori aveva già iniziato a lavorare su Gollum per come era stato concepito inizialmente e Peter li fermò subito intimandoli di ricominciare da zero. Avrebbero dovuto modellare il personaggio digitale su Andy a partire dalle fattezze per arrivare alle espressioni facciali che faceva durante le riprese, immerso nell’orrenda tuta di lattice.

Il risultato della scelta è visibile a tutti. Magari gli animatori non sono stati così lieti di buttare all’aria il lavoro di mesi per ricominciare, ma questo è il cinema.

Le donne barbute di Rohan

Non sempre è possibile ottenere ciò che si vuole, e questo Peter Jackson deve averlo sperimentato molte volte durante la realizzazione del film.

Uno dei compromessi che si sono resi necessari per mettere in scena le idee grandiose del regista è stato quello di assoldare comparse del gentil sesso e metter loro la barba.

Trovare decine di comparse che sappiano cavalcare non è semplice. Per infoltire gli squadroni di Rohan che affollano le scene di cavalcate per le meravigliose brughiere neozelandesi Peter ha dovuto assoldare un sacco di eccellenti cavallerizze e truccar loro come uomini barbuti del nord.

La differenza è praticamente nulla, nessuno si accorgerebbe mai dello stratagemma. A parte le ragazze stesse, che per svariati giorni hanno dovuto fare i conti con un ornamento maschile perfino durante i pasti, nelle pause fra un ciak e l’altro.

Ferite di guerra 4: Ancora Aragorn

Aragorn con un dente rotto

Sempre in prima linea per dare il massimo, Viggo Mortensen è forse l’attore che ha avuto più incidenti. Nella scena in cui cade dal dirupo e si ritrova a galleggiare nel fiume non ha voluto alcuna controfigura e si è lasciato trasportare spontaneamente dalla corrente freddissima e ben poco tranquilla in prossimità delle rapide, dove l’azione sarebbe risultata più dinamica e movimentata, a favore di cinepresa.

Il problema principale però era il peso delle vesti e dell’equipaggiamento di Aragorn, che nessuno aveva considerato in fase di pianificazione. Durante le riprese un mulinello nelle vicinanze di una parete rocciosa aveva formato un gorgo che trascinò subito Viggo a fondo.

Gli operatori persero di vista l’attore e per un attimo pensarono seriamente di dover intervenire con la sicurezza per andare a ripescarlo, prima che la situazione cadesse in tragedia.

Poco dopo però Viggo spuntò più avanti lungo il fiume, tornando a galla e continuando a recitare la parte del personaggio svenuto, come se niente fosse. In un’intervista Viggo ha poi confessato di essersela vista brutta nella corrente, perché per svariati secondi la forza dell’acqua lo aveva tenuto sotto. Ma non è finita qui.

Durante le riprese dell’assedio al Fosso di Helm Viggo si ruppe un dente. Nelle fasi concitate della battaglia si colpì in bocca accidentalmente con la propria spada (che ricordiamo essere vera) e per non perdere la giornata è dovuto correre dal dentista per farsi incollare il pezzetto e tornare subito dopo a lavorare.

Che eroe.

Il Signore degli anelli, una perla rara

Queste sono solo alcune delle situazioni assurde che si sono create attorno alla produzione de Il Signore degli Anelli. Questi film sono una rarità nell’attuale industria cinematografica. Il loro successo è dovuto a un insieme di fattori che credo non si ripeteranno mai più.

L’amore e la passione viscerale, instancabile, con la quale è stata creata quest’opera è analoga a quella delle produzioni indipendenti, quando i cineasti si danno da fare notte e giorno senza vedere una lira, soli con il loro intelletto, senza pressioni di politiche aziendali.

Oggi il marketing guida la maggior parte dei blockbuster che escono al cinema e temo che sarà così anche per la serie tv Amazon Prime, basata sui libri di Tolkien.

Il regista di quella che è già annunciata come l’opera più costosa del secolo non avrà mai lo stesso potere creativo e decisionale che ha avuto Peter Jackson con Il Signore degli Anelli. La presenza di Amazon è soverchiante, è normale che ogni elemento della storia venga prima vagliato dal marketing team, il quale opererà secondo i dettami pubblicitari, prima ancora di quelli drammaturgici.

Accontentare tutti su tutto, sempre neutrali, senza eccedere per prevenire ogni possibile reazione negativa di una qualsiasi minoranza su un qualsiasi argomento. Sdrammatizzare con battute a profusione, come fa Disney; sia mai che la psicologia dei personaggi risulti troppo complessa e ci ritroviamo fuori dal cinema a pensare con le nostre teste, allargando gli orizzonti, crescendo come esseri umani.

Eppure sarebbe proprio questo lo scopo del raccontare storie.

In ogni caso, che la serie tv Amazon de Il Signore degli Anelli si riveli cattiva o meno, a noi resta sempre la trilogia di Peter Jackson, un capolavoro che ha fatto la storia del cinema e che non sarà mai dimenticato.

  1. Il Signore degli Anelli, trilogia di Peter Jackson
Lorenzo Manara

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