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15 Gennaio 2020

Dracula la serie tv Netflix finita malissimo

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I primi due episodi buoni e un terzo episodio terribile per la nuova serie tv Netflix Dracula

Netflix ha da poco lanciato una nuova mini serie sul conte Dracula, che in 2 episodi riesce a ritagliarsi uno spazio fra le solite rappresentazioni del cinema vampiresco grazie alla storia fresca, ai dialoghi acuti e a una regia particolarmente creativa. Due episodi piacevoli che mi hanno accalappiato e in qualche frangente perfino stupito.

Come? Gli episodi sono in realtà tre?

Ah, già. Il terzo episodio. Il mio cervello lo aveva rimosso. Credo lo abbia fatto per proteggermi. Perché una roba così profondamente orrenda non la vedevo da molto tempo.

Orrenda nel senso che fa schifo. Che volevo spegnere la tv a metà puntata e andarmene a letto. Ma andiamo con ordine. Fermatevi qui se non volete leggere spoiler.

Il primo episodio della serie su Dracula mostra la leggenda del vampiro nel modo più classico possibile, attraverso gli occhi di un avvocato invitato nello spaventoso castello rumeno sul finire dell’Ottocento. La storia è ricca di elementi che si allontanano dal libro di Bram Stoker, come la suora che fa di cognome Van Helsing e gioca il ruolo di “investigatrice dell’occulto”, oltre a varie situazioni in cui i personaggi tentano di fregarsi a vicenda basando i loro ragionamenti sulla logica interpretazione delle leggende.

Il secondo episodio s’incentra sul viaggio di Dracula dalla Romania all’Inghilterra. Come nel libro di Bram Stoker, il Conte s’imbarca su un battello con cinquanta casse di terra e durante la traversata compie una strage dell’equipaggio. Tutto bene, la storia fila e le situazioni da “stallo alla messicana” sono molto piacevoli.

A fine puntata la nave affonda e la cassa nella quale è rinchiuso il vampiro finisce in fondo al mare. Dracula sfonda la cassa, riemerge dall’acqua e poggia i piedi sulla sabbia d’Inghilterra. Sembrerebbe che sia riuscito nell’impresa, ma subito una squadra di mercenari coi land rover e l’elicottero guidati da quella che parrebbe essere Van Helsing lo circondano. Colpo di scena: Dracula ci ha impiegato più di cento anni a rigenerarsi e ora si trova nel presente. Carino, possiamo finirla qui, grazie.

E invece no. Arriva il terzo episodio. D’ora in poi comincia la roba più assurda che abbia mai visto. Sul divano ho ripetuto così tante volte “SUL SERIO?” da dimenticare cosa volesse dire. Tenetevi forte, che ora ve lo racconto.

Avevamo lasciato Dracula circondato dai mercenari coi mitra. La Van Helsing del presente in realtà è la pro-pro nipote della Van Helsing ottocentesca e si trova a capo di un’organizzazione che ha passato l’ultimo secolo a studiare i vampiri e ad aspettare il ritorno di Dracula. Mah, vabbè.

Mentre stanno a spiegare ste cose lì, sulla spiaggia, Dracula s’interessa di tutti gli oggetti tecnologici a lui sconosciuti. Fra una battutina e l’altra si aggira in mezzo ai mercenari che rimangono impalati, lasciandosi annusare e minacciare. La nuova Van Helsing manda via l’elicottero perché dice che non serve più (SUL SERIO?).

A quel punto Dracula si appropria di una pistola, spara a una comparsa, si trasforma in uno stormo di pipistrelli e fugge via. E i mercenari coi land rover muti. Un secolo di preparazione buttato.

Il Conte compie qualche strage in città, ammazza quello e quell’altro, poi si rifugia in campagna, nella casa di una signora a caso. Uccide il marito e lo rinchiude nel frigo, guarda il sole alla tv per la prima volta dopo cinquecento anni senza commuoversi troppo e fa un lungo monologo riguardo la tecnologia, il mondo e bla bla.

Arriva la giovane Van Helsing che, minacciando di scoperchiare il tetto della casa con un caterpillar – lasciando entrare il sole-, costringe Dracula a rinchiudersi in una bara. Ah, prima però entra in casa, da sola, al buio, e si fa mordere. (SUL SERIO?)

Scopriremo poi che la giovane Van Helsing è malata di tumore e Dracula non può bere il suo sangue, perché a quanto pare il sangue di chi sta morendo non è buono per un vampiro e potrebbe perfino distruggerlo. Ma scusate, finora ha azzannato solo persone sane? Guardava le prove allergologiche prima di addentare? Vabbè.

L’episodio deraglia completamente su una trama secondaria. Un giovane se ne sta in discoteca tutto triste perché è innamorato di una ragazza, la quale però se la fa con un altro. Ma che c’entra? Che ce frega a noi di ‘sto triangolo? In teoria i discotecari sarebbero la rivisitazione di alcuni dei personaggi del libro di Bram Stoker, ma non è che stiamo col libro di Dracula sulle gambe a emozionarci ogni volta appare sullo schermo un richiamo alla storia originale.

Dopo un’interminabile carrellata sulle vite inutili di questi sconosciuti veniamo a scoprire che il discotecaro è una specie di collaboratore dell’organizzazione che studia i vampiri. Lui e altri ragazzi sono stati scelti per donare il sangue a Dracula e mantenerlo in vita. Nutrirlo, insomma.

Dracula infatti è stato rinchiuso in una teca di vetro tecnologica per essere studiato. Tutto molto Avengers. E infatti la trama da questo punto in poi va completamente a puttane. Tenetevi forte, il bello deve ancora arrivare.

Durante la prigionia regalano a Dracula un tablet senza internet. Non chiedetemi perché. Fatto sta che Dracula riesce a entrare in possesso della password del WIFI dell’organizzazione segreta e fa una Skype Call con un avvocato. SUL SERIO?

L’avvocato giunge all’organizzazione, si fa strada fra i mercenari fino alla teca tecnologica e spiega alla giovane Helsing che il suo cliente (Dracula) non può essere trattenuto senza il suo volere perché possiede dei diritti. SUL SERIO?

Arriva anche l’assistente della giovane Helsing, che molto semplicemente dà ragione all’avvocato.

Ah, dimenticavo, questa scaltra assistente è stata la causa del risveglio di Dracula sott’acqua, alla fine dell’episodio 2, perché durante le esplorazioni subacquee ha scoperchiato la bara del demonio e gli ha infilato il dito in bocca facendosi azzannare. Scena davvero memorabile per stupidità. Ma torniamo a noi.

La nuova Van Helsing libera Dracula. Giuro, lo libera. L’organizzazione che dopo cento anni è riuscita finalmente a imprigionare il Conte vampiro, demone assetato di sangue d’incommensurabile malvagità, acconsente alle richieste di questo avvocato chiamato poco prima su Skype. E i mercenari col land rover muti.

Perciò Dracula è libero. Comincia a farsi una rete di conoscenze sui social network e passa così da una vittima all’altra. Si fa un attico di design in cima a un grattacielo e trascorre le giornate scegliendo il prossimo bersaglio su Tinder.

Nel frattempo i discotecari continuano ad andare in discoteca e la ragazza al centro del triangolo viene notata da Dracula, il quale s’innamora di lei. La fa diventare un vampiro però qualcosa va storto e lei invece di venire sepolta finisce al forno crematorio.

Queste scene sono di una noia mortale. L’impressione è quella che la trama stia andando totalmente per i cazzi propri. I personaggi si messaggiano attraverso gli smartphone e la rappresentazione delle chat su schermo sarebbe una trovata interessante se non fosse che non c’entra niente con l’atmosfera respirata nei precedenti due episodi.

Sembra che gli sceneggiatori al termine della seconda puntata siano stati sostituiti da un tizio a caso preso dalla strada. Vi risparmio le varie scene riempitive e arrivo direttamente al finale.

La nuova Van Helsing raggiunge Dracula nel suo attico e apre le tende. Il sole colpisce in faccia Dracula e… non muore. Il Conte di Valacchia non muore sotto la luce del sole.

Si viene a sapere che quella del sole è una leggenda. I vampiri a quanto pare possono starci quanto vogliono ad agosto in spiaggia a Viareggio. Dracula stesso era così convinto della veridicità di tale credenza da averla sempre rispettata. SUL SERIO?

La nuova Van Helsing rivela anche di aver capito quale sia la più grande paura del Conte vampiro: Dracula ha paura di farla finita. Il Signore Oscuro vorrebbe morire ma ha paura di farlo.

Quindi la nuova Van Helsing si siede sulla poltrona e dice che sta per morire. Così, sul momento. E Dracula che fa? Dopo 3 episodi passati a massacrare e uccidere senza pietà e senza rimorsi, ora, all’improvviso, decide di uccidersi. Beve il sangue della malata, che per lui è cattivo, e così muoiono entrambi. Fine.

Non so cos’altro aggiungere. Non so davvero come concludere l’articolo. Aspetta, forse qualcosa da dire ce l’ho.

Dracula la serie, su Netflix, è una grossa macchia di ragù su una t-shirt bianca.

Fatto.

Lorenzo Manara

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