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10 Novembre 2015

Armi fantasy: la Drake Sword di Dark Souls

La Drake Sword del videogioco Dark Souls è una spada dal design dannatamente fantasy, quasi ridicola. Eppure esiste davvero.

Li conosciamo bene i giapponesi. E’ dagli anni ’70 che ci ammorbano con le loro stranezze. Prima i robottoni con l’alabarda spaziale, poi i ninja con gli spadoni appesi sulla schiena. Eppure nel 2011 i giap se ne escono con un videogioco che sembra voler dire basta a questi eccessi: Dark Souls.

Armature curate, spade che sembrano ben proporzionate e movimenti studiati. Non solo Dark Souls sintetizza un sistema di combattimento più realistico di altri per via delle sue dinamiche (con tutti i limiti del caso), ma è anche crudele come il mondo vero: basta poco che si muore. Ed è questo l’elemento che lo ha reso così popolare; migliaia di giocatori hanno gridato le proprie frustrazioni su youtube e il passaparola è stato travolgente.

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Sei morto. Quante volte me lo sono sentito ripetere.

Però, come al solito, i giapponesi non sono riusciti a tenere a freno la stranezza che è insita nella loro cultura. Dopo qualche ora di gioco il personaggio cresce con le statistiche fino a impugnare tronchi di quercia con una mano e portoni di metallo con l’altra. Si trovano armi strambe come blocchi di cemento innestati su pali di legno, armature fatte di roccia e asce lunghe sei metri. Sorprendentemente, alcuni di questi oggetti sono basati su armi realmente esistite. E’ il caso della Drake Sword.

La Drake Sword è la classica spada del fantasy più becero, una di quelle spade alla D&D inventate da persone che non hanno la minima idea di cosa stiano facendo. Ha l’aspetto pesante, la lama spessa come un mattarello, ed è ricoperta da incisioni incasinate. La guardia non sembra possedere alcuna utilità protettiva.
Nel gioco la si ottiene tagliando la coda di una viverna, su un ponte.

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Personalmente, oltre che finta, la trovo davvero brutta.
Però, in un remoto paese ai nostri antipodi, un’arma simile è considerata così importante da possedere addirittura un’anima. Si tratta del Keris (o Kriss) indonesiano, il cui esemplare più antico è datato XIV secolo 1 . Ci sono anche delle raffigurazioni nei templi di Borobudur e Prambanan risalenti al IX secolo 2 .

Il Keris è un pugnale indossato sia da donne che da uomini, utilizzato in passato per scopi cerimoniali, come simbolo della classe sociale d’appartenenza, icona di eroismo e talismano pieno di poteri magici. Un sacco di cose.

Keris proveniente dall’isola di Bali.

Sinceramente non saprei verificare l’efficiacia di un’arma simile. Wikipedia parla di una lama ondulata in grado di infliggere ferite profonde e difficilmente suturabili 3 , Tim Newark sostiene addirittura che “La sua lama ondulata pare servisse a trapassare le ossa nei colpi di punta4 . Non posso smentire queste affermazioni, ma rimango un po’ scettico.

Il Keris è un’arma strana, che i giapponesi di From Software non hanno esitato a utilizzare come modello per il loro Dark Souls.
A volte anche le cose più trash come la Drake Sword, hanno un motivo d’esistere.

Lorenzo Manara