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27 giugno 2017

Scappa – Get Out

get out

Il grande debutto di Jordan Peele con un filmone claustrofobico

Io vado spesso al cinema, ma come avrete notato sul blog non parlo quasi mai delle nuove uscite. E se ne parlo, dico cose brutte. Perché? Perché è pieno di schifezze, là fuori. Dico sul serio. Tuttavia con Get Out è diverso. Qui stiamo parlando di una vera perla, segno che a Hollywood qualcuno sa ancora fare il proprio lavoro.

Siamo nell’epoca d’oro del fantasy. Ovunque ci giriamo spuntano blockbuster di supereroi, cavalieri, mostri e avventure spaziali. Pensateci bene. Nella storia del cinema c’è mai stata una produzione tanto serrata di film fantasy? Ogni mese esce un nuovo supereroe, ogni mese l’avventura si sposta da un’ambientazione all’altra, i personaggi si mescolano, appaiono e scompaiono. Dovrei esserne felice. Un’amante del fantasy dovrebbe essere grato di vivere in un’epoca come questa. E invece no. Non sono per niente contento.
Perché il 90% di ‘sta roba fa schifo.

Fan service è un’espressione nata nel mondo degli anime e dei manga seriali. Significa letteralmente “dare un servizio ai fan”. Molti manga basano il proprio successo sullo smodato utilizzo di questo concetto. Ai fan piacciono le tette? Allora in ogni albo dovrà apparire almeno una scena in cui si vedono le tette. Questo a discapito della qualità letteraria. La struttura del prodotto si piega alla volontà di mostrare una tetta e ogni elemento viene soverchiato dalla necessità di accontentare i fan. La stessa cosa accade nel cinema fantasy moderno.

Se ai fan piace un adorabile e minuscolo alieno dalla vocina modificata digitalmente, allora un quarto di film viene dedicato interamente a lui. Se i fan ridono a una barzelletta gliene vengono proposte cento. Se i fan apprezzano i battibecchi rapidi e pungenti in stile sitcom, allora tutti i dialoghi del film saranno riprodotti con questo stile. Fan-service. E’ come se il regista spuntasse ai lati dello schermo ogni cinque minuti di riproduzione per farvi l’occhiolino, come per dire: “Ehi, hai visto? Questa era per voi.”

Milioni di incassi e successo immediato, certo, questo è quello che si ottiene sul momento. Ma non durerà più di qualche anno. Volete una previsione? Basterà osservare cosa è accaduto nella storia del fumetto. Dopo l’ubriacatura della Golden Age, verso l’inizio degli anni ’50 le cose cominciarono a scemare. La gente non ne poteva più dei migliaia di Qualcosa-man, Spiderman, Moscaman, Comodinoman… La gente era stufa del fan-service.

Ma sto divagando. Ho rovinato un altro articolo-recensione. Stavamo parlando di Get Out? Ah, già. Un film di qualità eccellente. Un esordio micidiale per un grandissimo Jordan Peele. Non so chi sia, davvero, ma sono sicuro che ci regalerà grandi film nei prossimi anni. Perché si vede che ha studiato l’arte dello storytelling e la drammaturgia.

Guardate Get Out e poi guardate un film fantasy preso a caso da quelli usciti nel 2017. Vedete qualche differenza? Ecco. Ora provate a immaginare lo stesso film fantasy, ma scritto, girato, e montato con la stessa consapevolezza artistica di Get Out. Cosa ne verrebbe fuori?

Secondo me qualcosa di simile a Mad Max Fury road. Wow. Magari la qualità media fosse tutta così.

Lorenzo Manara

Lorenzo Manara

Da grande voglio fare lo scrittore, ma mi vedrei bene anche come chitarrista elettrico di una hard rock band. Nel frattempo scrivo romanzi e li pubblico su Amazon, che nel cassetto non ho più posto.
Lorenzo Manara

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2 Comments on “Scappa – Get Out

Lucius Etruscus
28 giugno 2017 a 7:26

Concordo pienamente su “Get Out”, e pensa che io sono un forte detrattore dei film di Jason Blum, produttore spregiudicato che sforna filmucoli a bassissimo budget spacciandoli per blockbuster. (Il trucco è usare il 90% del budget in campagna promozionale: la qualità del film non ha alcuna importanza…)
Questo è il suo primo film che trovo originale, con una bella idea di fondo ed un’esecuzione onesta: di solito i suoi film svaccano proprio nel finale, invece questo dà il meglio di sé. Concordo: ad avercene di film di questa qualità!
Sono un fan e spesso mi ritrovo a sperare nel fan service: perché non mi mettono quella cosa che mi piace tanto? Poi però mi calmo e penso a mente fredda: non voglio prodotti-burattino, che ballano a seconda degli umori dei fan, voglio un prodotto dove l’autore voglia raccontarmi una storia con passione. Può piacermi o non può piacermi, ma in ogni caso il fan service – come dici tu – finisce con l’intorbidire le acque. Per soddisfare i fan ci sono le “fan fiction”, che sono divertenti e piene di “fan service” così da sfogarsi a dovere ^_^

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Lorenzo Manara
4 luglio 2017 a 23:08

Se l’autore mantiene una propria onestà intellettuale è difficile che possa sbagliare. Creare a tavolino format basati su target e situazioni preconfezionate invece porta inevitabilmente a un abbassamento di qualità.
Non c’è niente da fare, si nota subito quando lo sceneggiatore ha qualcosa da dire e lo fa senza timore.

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